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I “bambini” di Crans Montana

E’ difficile scrivere dell’ immane tragedia avvenuta a Crans Montana in cui quaranta ragazzi sono deceduti e altri sono rimasti gravemente feriti nell’ incendio della discoteca Le Constellation.È difficile perché parecchi morti, compresi quelli di nazionalità straniera, erano poco più che bambini.
Per l’ incuria dei gestori e per le negligenze degli ispettori del Comune un luogo di divertimento si è trasformato in un luogo di morte.Ma la riflessione che io faccio va in un’ altra direzione. In Italia sono in vigore regole ben precise riguardanti la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori.
Nei negozi e nei supermercati è proibito vendere bevande alcoliche ai minorenni, lo stesso vale per le discoteche in cui ai ragazzi inferiori ai 18 anni possono essere servite esclusivamente bevande senza alcool. Certamente qualcuno trasgredisce queste regole e vende o serve bevande alcoliche, ma so che i controlli sono accurati soprattutto nelle discoteche e le multe salate.
Queste regole valgono anche per la vicina Svizzera? Si sapeva dell’ uso di alcool da parte di minori in quella discoteca?
Non lo so, ma se così fosse vorrebbe dire che ai gestori della discoteca andrebbe attribuita un’ altra grossa lacuna nella gestione del loro locale: il mancato controllo del consumo di bevande a minorenni.
A volte dopo una disgrazia come questa si corre ai ripari: si cerca di riparare alle proprie mancanze e di mettersi in regola, di fare ciò che non si è fatto prima.
Vorrei aggiungere che forse è arrivato il momento di sensibilizzare maggiormente giovani e giovanissimi sui danni fisici e mentali prodotti dall’uso di alcolici e superalcolici e nel contempo di aumentare i controlli tra i gestori di locali frequentati da ragazzi.

Mirella Rigamonti  

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