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I campioni dello sport a scuola: insegneranno il fair play

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I campioni sportivi torneranno nelle scuole frequentate in giovinezza per raccontare le vicende più pure di sporti cui si sono resi protagonisti e trasmettere il fair play alle nuove generazioni: l’iniziativa è si chiama “Telecom Alleniamoci alla vita” e si rivolge ai ragazzi per educarli a crescere con i valori dello sportattraversala rivisitazione di momenti positivi raccontati con passione e sincerità. Le vicende di sport, raccontate dai protagonisti, si collocano come momento di educazione ai sani valori delle vita in periodo particolarmente difficile dopo le violenze di Catania e l’appello del ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri a “una diversa cultura dello sport fondata sulla lealtà e sulla correttezza”.
I campioni dello sport, noti e meno noti, torneranno quindi sui banchi di scuola dove sono stati studenti, per parlare ai ragazzi in prima persona non solo delle gioie, ma anche di sacrificio, spirito di gruppo, rispetto delle regole, e di tutti i valori sportivi indispensabili sul campo e nella vita. Il progetto didattico è rivolto a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado, dalla materna all’università. Dopo aver coinvolto circa quarantamila insegnanti nelle scorse edizioni, quest’anno il programma dell’evento è composto da un centinaio di appuntamenti.
All’iniziativa è abbinato un concorso nazionale suddiviso in due tappe distinte, al quale possono partecipare tutti gli studenti italiani dai 3 ai 19 anni, chiamati ad andare a “caccia di valori” con curiosità e fantasia.

”Dopo i fatti di Catania – ha detto l’ex stella della Pallacanestro Cantù Alberto Merlati, uno degli animatori dell’iniziativa – gli atleti e gli ex atleti devono darsi ancora di più da fare partecipando ai nostri incontri nelle scuole. Dopo aver incassato la disponibilità di squadre di basket, pallavolo e rugby come Benetton, nei prossimi giorni contatteremo Inter, Juventus e altre società di calcio per coinvolgerle. Dobbiamo educare i giovani alla sconfitta e al confronto, cioè al fatto che il mondo è fatto di avversari e non di nemici da eliminare”.