Home Didattica I compiti per le vacanze si devono assegnare: l’esito del nostro sondaggio

I compiti per le vacanze si devono assegnare: l’esito del nostro sondaggio

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Benché non ne esca una schiacciante maggioranza, sembrando quasi un testa a testa lacerante, oltre il 54% dei nostri lettori, per lo più operatori della scuola, crede giusto e opportuno assegnare i compiti per le vacanze agli alunni. Il leggero scarto è costituito da appena 5 lettori su 100 che però fanno la differenza e fanno pendere la bilancia a favore dei compiti a casa.

Non abbiamo chiesto il motivo, ma, anche sulla base del dibattito che si è accesso sulle nostre pagine Facebook, sembra essere legato al reale timore che gli alunni dimentichino, durante le vacanze, i contenuti assimilati a scuola giorno dopo giorno. E c’è pure, secondo altri pareri, l’intenzione di non far dimenticare nemmeno che la scuola pretende sacrificio e impegno, compreso un costante allenamento per non perdere il ritmo dello studio, e soprattutto per determinate materie, come quelle di indirizzo.

Che i ragazzi possano passare le giornate libere dalla scuola con l’assillo sempre presente, come l’ombra di Banquo, dei compiti da fare, demandando magari da un giorno all’altro, fino alla loro conclusione, senza avere in compenso aperto libro, è questione che induce la minoranza sulla posizione opposta: non assegnate esercizi, né versioni, né pagine di ripetizione, né altro: le vacanze sono da godersi, senza dubbio alcuno, come un qualunque altro lavoratore, ad eccezione, sostengono altri, di tanti docenti che approfittano dei giorni liberi per correggere compiti e prepararsi le lezioni del rientro.

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Perché in effetti, l’unica cosa certa, nella incertezza della spaccatura dei pareri del nostro sondaggio, riguarda il lavoro sommerso di tanti docenti i quali, proprio per recuperare tempo scuola, assegnano a se stessi i compiti per le vacanze: malloppi di compiti da correggere, giudizi da rivedere, registri e relazioni da approntare. E il tutto in omaggio alla dea dell’istruzione sul cui altare molte volte si sacrifica perfino la famiglia. 

 

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