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12.12.2025

I giovani usano troppo i social? Il rischio è di sentirsi meno connessi al proprio corpo e alla realtà

I giovani di oggi usano troppo i social? Probabilmente si, e le conseguenze purtroppo non sono positive. Secondo uno studio delle Università di Firenze, Pisa e Toledo l’uso dei social può aumentare il distacco corporeo e l’immersione nella fantasia. Lo riporta ‘Il Sole 24 Ore’. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Behavioral Addictions. Dalla ricerca condotta su studentesse e studenti italiani, è emerso che oltre la metà dei ragazzi trascorre almeno due ore al giorno sui social. La piattaforma più usata risulta Instagram, seguita da TikTok, infine X e Reddit. “Quello che la ricerca chiarisce per la prima volta è la direzione del legame tra dissociazione corporea e uso problematico dei social. I risultati suggeriscono che non è il sentire il proprio corpo estraneo a portare a perdere il controllo sul proprio uso dei social. L’uso compulsivo dei social come Instagram nel tempo porterebbe ad un aumento del distacco dal proprio corpo”.

Il funzionamento delle piattaforme social, basato sulla manipolazione di immagini di sé spinge a rappresentarsi attraverso una versione modificata del proprio corpo, a identificarsi temporaneamente con un’immagine idealizzata di sé e al tempo stesso a guardarsi da una prospettiva esterna, come se si fosse osservatori di sé stessi. Un’altra possibile conseguenza è favorire la concentrazione sui mondi immaginari a discapito di quelli reali. Un fenomeno noto come assorbimento immaginativo: immergersi nelle proprie fantasie porta a una minore consapevolezza di ciò che ci circonda.

Divieto accesso ai social per i minori di 16 anni: in Australia primo caso al mondo

Entrato in vigore in Australia il primo divieto al mondo di utilizzare gli account sui social media per i minori di 16 anni.

Instagram, Facebook, Threads, X, Snapchat, Kick, Twitch, TikTok, Reddit e YouTube sono tra le principali piattaforme tenute a far rispettare la nuova legislazione, hanno dovuto disattivare tutti gli account dei minori di 16 anni e da qui in avanti si impegnano a non accettare nuove iscrizioni da minori di 16 anni.  E’ importante sottolineare che spetta alle società tecnologiche accertarsi e garantire che non ci siano minori tra i loro utenti, pena pesanti sanzioni.  Le società hanno avuto quasi un anno (la legge chiamata Online safety amendment è stata approvata il 24 novembre 2024) per adeguarsi alle richieste di Canberra e gli utenti non subiranno multe in caso di violazione della regola mentre le società tech potrebbero pagare fino a 28 milioni di euro se non saranno capaci di assicurare che gli utenti australiani iscritti abbiano più di 16 anni. Decisamente un passaggio molto interessante, questo, della legislazione australiana. Una sorta di inversione della prova. A ciò va aggiunto che il riconoscimento dell’età non può avvenire con l’utilizzo diretto di un documento dea carta di identità ma mediante altri strumenti tecnologici sviluppati

I dubbi sull’efficacia del sistema erano e restano diffusi. L’ultimo sondaggio su larga scala pubblicato l’anno scorso da uno dei più importanti quotidiani australiani, il Sydney Morning Herald indicava che, sebbene il 70% degli australiani sostenga il divieto, ben il 58% non crede che funzionerà davvero.

Il live blog della BBC testimonia come alcuni adolescenti stiano eludendo il divieto barando sull’età o utilizzando accessi mediante reti VPN. Alcuni adolescenti affermano infatti di avere ancora accesso ai loro account avendo utilizzato foto di genitori o di adulti per farsi verificare l’età.  Gli adolescenti australiani hanno opinioni contrastanti : alcuni si sentono “insultati”,  e altri affermano che “supereranno la cosa in fretta”. Al riguardo va ricordato che in Australia il diritto di voto si esercita a 16 anni, anche se la maggiore età resta fissata a 18.  Il governo ha affermato che il divieto ha lo scopo di proteggerei giovani da contenuti dannosi.

L’elemento chiave, tuttavia, resta il fatto che se la maggioranza degli utenti viene disattivata il richiamo all’uso dei social per motivi di socializzazione e scambio di info diminuisce.

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