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26.08.2025

I musei italiani sono pronti ad accogliere gli studenti con le loro offerte formative per il nuovo anno scolastico

Compito della didattica museale è ravvivare il dialogo tra i visitatori e gli oggetti musealizzati, rendendo attivo quel processo emozionale e conoscitivo che rappresenta il presupposto indispensabile per una piena comprensione e valorizzazione dei musei.

Questo dice ai suoi studenti la professoressa Valeria Baroni dell’Università di Pisa, che in un’altra delle sue slide di presentazione, specifica che con la didattica museale si perviene al rovesciamento della nozione tradizionale di museo da luogo di conservazione a luogo aperto e che, per garantire l’accesso alla conoscenza e alla cultura è necessario abbattere le barriere fisiche, cognitive, psicologiche e sociali, affinché il museo diventi una struttura educativa, capace di far emergere i bisogni di cultura inespressi e latenti nella società odierna.

Strutture educative, dunque. E già da molti anni, in tutta Italia, i musei assolvono pienamente a questa funzione con programmi particolarmente pensati per gli studenti di tutte le fasce d’età, dalla primaria alla secondaria di secondi grado.

Sono molti, in questo senso, i musei italiani che hanno già predisposto percorsi e proposte per l’anno scolastico che sta per cominciare: l’offerta didattica del Museo del Risparmio di Torino punta, ad esempio – per i bambini e le bambine delle elementari – a spiegare il concetto di risparmio in modo divertente e interattivo, attraverso cartoni animati, interviste e videogiochi, per capire il legame tra il concetto di “scarsità delle risorse” e la necessità di mettere da parte il denaro necessario a raggiungere i propri sogni. Uno dei tanti laboratori proposti per la fascia 6-10 anni si chiama “In cucina con For e Mica”: aiutando For e Mica a fare la spesa e a riordinarla – si legge sul sito del Museo –  i bambini rifletteranno su quanto cibo viene buttato ogni giorno, sulle ragioni degli sprechi e sulle strategie che si possono adottare per evitarli.

E così via, fino ad arrivare a concetti ben più complessi spiegati ai ragazzi dai 16 ai 18 anni, come ad esempio è il caso del laboratorio “Financial Planner”, un role-play per riflettere sulle caratteristiche dei principali strumenti finanziari e sui concetti chiave della pianificazione degli investimenti, quali propensione al rischio, diversificazione e orizzonte temporale.

A Napoli, le Gallerie d’Italia hanno predisposto un programma, anche qui diversificato per grado si studi, che propone attività didattiche gratuite per avvicinare all’arte gli studenti, per favorire il senso di appartenenza a una storia comune e acquisire consapevolezza del patrimonio artistico e culturale italiano, incoraggiando lo sviluppo cognitivo, la creatività, il senso critico: tra i numerosi laboratori proposti ai più piccoli, citiamo “Inquadriamoci con fantasia”, che così viene descritto nella brochure di presentazione: chi sono i personaggi raffigurati nelle opere che animano le pareti del museo? I volti segnati da espressioni talvolta curiose, gli abiti e gli accessori raccontano molto di loro, nonostante le bocche restino silenziose. In un divertente esercizio di immedesimazione, proveremo a dar voce a questi personaggi dipinti da artisti talentuosi, immaginando cosa ci direbbero se potessero parlare.

Per i più grandi del liceo segnaliamo “Diversi tra eguali”, in cui l’attività prende avvio dall’articolo 3 della Costituzione italiana che stabilisce la pari dignità sociale dei cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Le opere delle Gallerie aiuteranno ad approfondire i concetti di libertà e uguaglianza e a riflettere sul loro significato.

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