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I presidi severi e la sanzione facile a docenti e personale Ata

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  • GUERINI

Dalla provincia di Treviso si leva un coro di protesta per un’eccessiva interpretazione della legge Brunetta da parte dei presidi che avrebbero sanzionato negli ultimi due anni, centinaia di lavoratori fra docenti e Ata.

Infatti, come riporta la Tribuna di Treviso, una fila di maestri, professori, impiegati e bidelli incappati in richieste di sanzione per presunte mancanze fatte scattare da presidi che quasi sempre non hanno avuto seguito a causa dei futili motivi.

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Quindi, il nocciolo della questione è questo: il decreto Brunetta 27/10/2007 ha introdotto misure di controllo più rigide per i dipendenti del settore pubblico, compreso la scuola, che però in alcuni casi, come quello della provincia trevigiana, pare essere soggetto ad una rigidità che porta Ds e personale ai ferri corti molto spesso, con il primo a prendere provvedimenti anche quando le proprie ragioni sono sterili.

I sindacati non ci stanno e in particolare lo Snals di Treviso, ha diffuso una sorta di vademecum per il personale. “Un preside è obbligato a far partire delle indagini quando viene a conoscenza di un comportamento che può essere sanzionato, avvia l’ispezione per comprenderne la gravità” spiega il segretario provinciale Snals Salvatore Auci. Ma proprio per questo il personale della scuola deve vedersi garantito il diritto di potersi difendere, compreso il diritto, se necessario, di non rispondere”.

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Il sindacato, però, non vuole alimentare una preventiva lotta ai Ds, ma piuttosto cerca di invitare il personale scolastico ad una maggiore prudenza: “si consiglia di fornire al dirigente le dovute informazioni generali sull’accaduto, ma appurato che moltissime contestazioni finora registrate sono state imperniate anche sulle confidenze ricevute dal dirigente dagli stessi soggetti coinvolti, si suggerisce un atteggiamento più prudente”, conclude Auci dello Snals.

Addirittura, sempre su La tribuna di Treviso, la segretaria Cisl Scuola provinciale Teresa Merotto, parla di contestazioni disciplinari a causa di motivi di salute: “sono in aumento i casi di lavoratori della scuola che si vedono trattare l’inidoneità causata da malattia come un caso di provvedimento disciplinare”.

Quindi, anche se si parla del territorio trevigiano, in alcuni casi il preside sembri interpretare troppo rigidamente il decreto Brunetta, alzando il malcontento fra il personale scolastico facendo si, in questo modo, ad un continuo inasprimento dei rapporti all’interno del sistema scolastico, negli ultimi tempi come non mai, diviso da problematiche interne ed esterne.

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