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23.10.2026
Aggiornato alle 13:04

IA a scuola, indagine Indire – Tecnica della Scuola: il 70% dei docenti la usa per preparare le lezioni e oltre il 70% chiede più formazione

A Didacta Abruzzo, a Lanciano, i ricercatori Indire Samuele Borri e Samuele Calzone hanno commentato i risultati dell’indagine sull’intelligenza artificiale nella didattica, realizzata da Indire insieme alla Tecnica della Scuola e presentata proprio durante la manifestazione. La ricerca aggiorna quella dello scorso anno e coinvolge oltre 2.000 docenti di ogni ordine e grado, una partecipazione in crescita. Non è un campione rappresentativo, ha precisato Calzone, ma offre segnali interessanti.

Un uso in crescita, ma con più consapevolezza

Secondo Borri, rispetto allo scorso anno aumenta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di docenti, studenti e scuole intese come istituzione, anche nell’organizzazione scolastica. Lo si vede nelle reti di scuole nate per confrontarsi su come usarla o non usarla, e tra gli studenti delle secondarie di secondo grado, per i quali è ormai uno strumento quotidiano. Tra i docenti cresce anche la consapevolezza dei rischi, con scelte più consapevoli sull’uso o sul non uso. Il quadro, ha spiegato, resta polarizzato: c’è chi ne apprezza l’utilità e la possibilità di personalizzare la didattica, mentre i dirigenti si assumono la responsabilità di decidere, tenendo conto del tema etico.

I numeri dell’indagine

Calzone ha riferito che circa il 70% dei docenti dichiara di usare questi strumenti per preparare le attività da svolgere in classe: materiali didattici, esercitazioni, elementi di valutazione o autovalutazione. L’attenzione, ha spiegato, si concentra soprattutto sul momento che precede l’ingresso in classe. Intorno al 20% li utilizza soprattutto con studenti fragili, come quelli con BES e DSA, perché consentono di personalizzare l’apprendimento. Oltre il 70% chiede più formazione: sono docenti che hanno già seguito dei corsi, riconoscono potenzialità e rischi e sentono il bisogno di incrementare e migliorare la formazione. Circa il 60% usa strumenti gratuiti, ma crescono, grazie ai protocolli tra scuole e fornitori internazionali, gli strumenti a pagamento.

Come incentivare chi è ancora perplesso

Per coinvolgere chi non è adeguatamente formato, i gruppi di ricerca hanno puntato su esempi pratici d’uso nell’attività didattica. Molti docenti, ha osservato Calzone, si dicono interessati ma non colgono le opportunità nella propria disciplina: calare l’uso consapevole di questi strumenti in contesti concreti può favorire la partecipazione.

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