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22.10.2026

IA a scuola, l’uso tra i docenti sale dal 57,4% al 69%: presentata l’indagine Indire – Tecnica della Scuola a Didacta Abruzzo 2026

Cresce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro degli insegnanti, ma aumenta anche la prudenza rispetto ai suoi effetti sull’apprendimento e all’uso da parte degli studenti. È quanto emerge dalla seconda analisi nazionale sul rapporto tra IA, didattica e professione docente, realizzata dal Gruppo di ricerca PATHS di INDIRE e dalla casa editrice La Tecnica della Scuola, presentata oggi a Didacta Italia – edizione Abruzzo.

L’analisi si basa sulle risposte complete di un campione di 2.105 docenti di ogni ordine e grado, rispetto ai 1.803 partecipanti alla rilevazione del 2025. Benché non sia rappresentativa della popolazione docente italiana, i risultati descrivono le esperienze e le opinioni dei rispondenti, e offrono elementi utili per approfondire l’evoluzione del rapporto tra scuola e intelligenza artificiale.

I dati

Il 69% dei docenti rispondenti dichiara di aver utilizzato l’IA nella propria attività didattica, (57,4% nel 2025), con un aumento di 11,6 punti percentuali. Gli strumenti vengono impiegati per attività quali la progettazione didattica e la personalizzazione dei materiali.

Un dato di particolare interesse riguarda l’inclusione scolastica: l’uso dell’IA come strumento compensativo per alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità passa dal 10% al 18,8%, quasi raddoppiando rispetto alla precedente rilevazione. Il 56,8% dei rispondenti dichiara inoltre di utilizzare l’IA per attività di supporto al lavoro docente, come la redazione di relazioni, verbali e Piani didattici personalizzati.

Alla crescita dell’utilizzo si accompagna una maggiore cautela. Il 44% degli insegnanti, rispetto al 36% del 2025, esprime preoccupazione per il rischio che gli assistenti virtuali distraggano gli studenti e li inducano ad accettare senza verifica risposte inesatte o prive di fondamento.

Scende invece dal 56% al 48% la quota di chi ritiene che un assistente virtuale a disposizione di ogni studente possa migliorare i risultati scolastici generali. Il 47% dei rispondenti considera questi strumenti un valido supporto per lo studio autonomo a casa.

I principali risultati a confronto

  • Utilizzo dell’IA nell’attività didattica da 57,4% a 69,0% (+11,6)
  • Uso come strumento compensativo per alunni con BES o disabilità da 10,0% a 18,8% (+8,8)
  • Fiducia nel miglioramento dei risultati scolastici grazie a un assistente virtuale per ogni studente da 56,0% a 48,0% (−8,0)
  • Preoccupazione per distrazione e accettazione acritica di risposte inattendibili da 36,0% a 44,0% (+8,0)
  • Utilizzo esclusivo di strumenti gratuiti da 85,0% a 66,1% (−18,9).

Le percentuali sono riferite ai rispondenti alle rispettive rilevazioni. Il confronto descrive le differenze tra i due campioni e non misura necessariamente cambiamenti negli stessi docenti.

Cambiano anche le modalità di accesso agli strumenti: la quota di docenti che si affida esclusivamente a soluzioni gratuite diminuisce dall’85% al 66,1%, mentre il 21,4% dichiara di utilizzare account scolastici istituzionali integrati.

Resta centrale il tema della formazione. Il 61% dei docenti indica la mancanza di competenze professionali come principale ostacolo a un uso consapevole dell’IA; il 39,7% dei rispondenti esprime il desiderio di partecipare a percorsi formativi sistematici dedicati al suo impiego etico e pedagogico.

L’analisi approfondisce anche il recepimento delle Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’intelligenza artificiale. Il 30,1% dei docenti riferisce che la propria scuola ne ha formalizzato l’adozione nell’ambito di progetti specifici; il 37,6% segnala che non è stato deliberato alcun piano, mentre il 32,2% dichiara di non conoscere lo stato di attuazione nel proprio istituto. Queste percentuali descrivono quanto riportato dai partecipanti e non costituiscono una rilevazione diretta sulle scuole.

Il quadro restituito dall’analisi associa dunque una maggiore diffusione dell’IA a una più esplicita attenzione alle sue implicazioni educative. Le esperienze raccolte e la domanda di formazione offrono una base di confronto sulle condizioni per un impiego consapevole di questi strumenti e sul ruolo della mediazione docente.

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