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06.11.2026
Aggiornato alle 20:31

IA, l’autorità dei docenti che fine sta facendo? Rispondono Benevento e Rusconi con “Crescere nell’età dell’intelligenza artificiale. Adolescenti, scuola e nuove relazioni sociali”

Sta assumendo proporzioni sempre maggiori il dibattito sull’opportunità della scuola di introdurre l’intelligenza artificiale nei piani ordinari di formazione. Nel frattempo, però, è pacifico che gli studenti già la usino per studiare, per scrivere e per risolvere i loro problemi. In alcuni casi la fruizione, tutt’altro che superficiale, può servire anche per raccontare qualcosa di sé e del vissuto giovanile. Proprio da qui parte il volume di Alfonso Benevento e Mario Rusconi, con prefazione di Mario Morcellini, dal titolo ‘Crescere nell’età dell’intelligenza artificiale. Adolescenti, scuola e nuove relazioni sociali’ (WinScuola editore): un libro che non vuole essere un altro manuale sugli strumenti, ma semplicemente portare la domanda dalla tecnologia alla persona. L’interrogativo di fondo è presto detto: cosa accade a un adolescente quando una parte di ciò che lo fa crescere può essere affidata a un sistema che risponde sempre, subito e con il tono giusto?

Il libro si rivolge a dirigenti, docenti, genitori ed educatori, con spunti, nella parte finale, per la discussione in classe e nei collegi e con un glossario essenziale.

“Questo libro – spiega Mario Rusconi – nasce dall’incontro di due sguardi. Il primo è quello della psicologia sociale delle relazioni in rete, che studia come le tecnologie conversazionali trasformano identità, legami e modi di apprendere. Il secondo è quello di chi la scuola la vive ogni giorno, con le sue urgenze, i suoi tempi e le sue responsabilità. Ne esce un testo che tiene insieme analisi e pratica educativa. Non cede né all’entusiasmo né all’allarme, le due narrazioni che da anni polarizzano il dibattito sulla tecnologia”.

“La prima parte – continua l’ex dirigente scolastico – guarda alla dimensione relazionale e psicologica. Descrive l’ambiente algoritmico in cui crescono i ragazzi e gli effetti sul loro benessere. Spiega anche la natura di una relazione che sembra reciproca ma non lo è, perché l’adolescente vive un’esperienza emotiva reale con un interlocutore che quella relazione non la vive. La seconda parte entra nelle aule. Rivendica il valore della fatica che serve per imparare e il diritto formativo all’errore. Riflette sul ruolo di un docente che non deve essere più veloce dello studente. In un tempo in cui l’adulto non ha più il monopolio delle risposte, gli autori propongono di passare dall’autorità della risposta all’autorità del criterio. Il docente resta autorevole non perché conosce prima la soluzione, ma perché possiede le categorie per giudicarla e si assume la responsabilità del processo educativo”.

Il libro è ancorato al contesto italiano. Il volume tiene conto della legge nazionale sull’intelligenza artificiale approvata nel settembre 2025 e delle più recenti indagini italiane sull’uso dell’IA da parte di studenti e famiglie. Mostra anche le esperienze che le scuole stanno già sperimentando. Ne risulta una fotografia aggiornata, utile a chi deve prendere decisioni concrete: regolamenti d’istituto, progettazione didattica, valutazione, dialogo con i genitori.

“Questo testo – dice Alfonso Benevento – ruota intorno a due concetti chiave. Il primo è la non-delega: non un rifiuto della tecnologia, ma la capacità di stabilire che cosa affidare alla macchina e che cosa continuare a esercitare in prima persona. Il secondo è il discernimento. Le pagine conclusive allargano lo sguardo alle famiglie e propongono una nuova alleanza educativa tra scuola, genitori e istituzioni”.

Come scrive Mario Morcellini nella prefazione, «l’educazione non consiste nel preparare i giovani a un futuro già scritto. Consiste nel renderli abbastanza autonomi, competenti e responsabili da poter partecipare alla sua scrittura». È forse questa la ragione più forte per leggere il libro. Le piattaforme di oggi tra pochi anni saranno diverse, ma le domande che pone resteranno: che cosa significa conoscere, scegliere ed educare quando una risposta è sempre disponibile”.

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