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Aggiornato il 28.11.2025
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Il Commissario Ricciardi, Lino Guanciale e la scuola: il dirigente lo ha interdetto dai corsi di teatro del liceo

Laura Bombaci

Ieri, 24 novembre, si è conclusa la terza stagione della serie di Rai1 “Il Commissario Ricciardi“, un prodotto che ha saputo conquistare milioni di telespettatori grazie alla sua atmosfera noir e al fascino del suo protagonista, Lino Guanciale. Dietro il successo televisivo di uno degli attori più amati della tv, nato ad Avezzano (L’Aquila) il 21 maggio 1979 da padre medico e madre insegnante, si cela un percorso formativo lungo e anche un sogno infantile del tutto insolito, come riporta Virgilio News.

Lino Guanciale e la scuola

Dopo aver conseguito il diploma presso il liceo scientifico di Avezzano, Guanciale aveva inizialmente l’intenzione di seguire le orme paterne, tentando di frequentare la facoltà di Medicina e Chirurgia. Tuttavia, sebbene avesse superato il test di ingresso, cambiò idea e si iscrisse invece a Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Parallelamente agli studi universitari, l’attore ha coltivato la sua passione per la recitazione, nata già ai tempi del liceo, quando, a seguito di un contrasto con il preside in qualità di rappresentante degli studenti, fu interdetto dai corsi di teatro organizzati nella sua scuola.

Per non rinunciare, si iscrisse a un laboratorio teatrale nel liceo del suo migliore amico. La svolta decisiva si ebbe con l’iscrizione all’Accademia nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, una delle scuole più prestigiose in Italia per la formazione attoriale. Questa scelta lo spinse ad abbandonare definitivamente l’università per dedicarsi a tempo pieno alla recitazione. Dopo essersi diplomato nel 2003, ottenne il Premio Gassman, un riconoscimento che sancì l’inizio della sua brillante carriera.

Una carriera affermata

Da quel momento in poi, Lino Guanciale è diventato uno degli attori di punta del panorama italiano, lavorando in serie di grande successo come “L’allieva“, “La porta rossa“, “Noi” e, naturalmente, “Il Commissario Ricciardi“, oltre a partecipare a produzioni cinematografiche importanti come ‘Vallanzasca – Gli angeli del male’ di Michele Placido e ‘To Rome with Love’ di Woody Allen.

È interessante notare come il suo sogno da bambino non fosse affatto quello di recitare, bensì di fare il benzinaio, poiché amava l’odore della benzina e le sue attenzioni erano attratte dai “portafogli gonfi di soldi” che gli facevano immaginare grandi ricchezze. A diciannove anni, però, ha scelto la via della recitazione, descrivendo il palcoscenico come una rivelazione, sentendosi per la prima volta “libero di essere quello che sono”. Sebbene la decisione di abbandonare Medicina fosse stata una “delusione fortissima” per suo padre e i suoi genitori “all’inizio erano disperati” per la scelta della carriera artistica, la loro reazione fu alla fine estremamente positiva. Di fronte alla sua decisione ferma, i suoi genitori si sono dimostrati molto determinati a stargli vicino, adottando la scelta “veramente sensata” di essere sempre presenti e di non perdersi mai uno spettacolo.

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