Il titolo sembrerebbe una provocazione, ma in generale è così che è andata. Grazie al covid e al periodo della didattica a distanza ho cambiato modo di insegnare. Prima del covid le mie lezioni, seppur arricchite da foto e video, erano comunque di fatto delle lezioni frontali che presupponevano uno studio individuale dei miei studenti con una verifica orale individuale o al limite a piccoli gruppi. Quando siamo stati costretti, causa covid, a insegnare a distanza mi resi conto quanto questo metodo fosse inadeguato, soprattutto per quello che riguardava le verifiche orali. Il collegamento da remoto evidenziava maggiormente quanto gli altri studenti non interrogati si annoiassero, si distraessero e quanto fossero parte passiva della lezione.
Cominciai allora ad eliminare l’interrogazione come strumento di verifica degli studenti, concentrandomi solo su attività da fare insieme durante la lezione. La cosa funzionava. I ragazzi sembravano tutti più partecipi e comunque stimolati ad ogni lezione. Questo mi permetteva di coinvolgerli tutti quanti in attività sia individuali che di gruppo, ma soprattutto di seguirli e testarli continuamente, cosa che invece la classica interrogazione non mi permetteva di fare.
Anche adesso, in presenza, continuo ad utilizzare questa metodologia d’insegnamento. Le mie lezioni sono sempre dei laboratori partecipati con continue attività in classe, raramente a casa.
La valutazione? Valuto tutti i miei studenti periodicamente e tutti insieme. Nel registro elettronico aggiungo un voto con un’annotazione che descrive il voto come una valutazione complessiva che comprende la puntualità nelle consegne su Classroom delle attività svolte in classe e/o a casa, l’impegno profuso, la partecipazione attiva alle lezioni e il comportamento.
Ho ragionato molto su questo tipo di verifica e valutazione e penso di avere imboccato la strada giusta. Riflettendoci un attimo, quando un insegnante interroga uno studente o un gruppetto ristretto di studenti su un argomento che è stato affrontato qualche giorno prima, sta in quel momento testando la loro preparazione, ma non quella degli altri che tra l’altro difficilmente partecipano attivamente all’interrogazione dei compagni. Spesso succede che un insegnante non ha il polso della situazione di uno o più studenti della classe per giorni se non addirittura per settimane.
Lavorando con delle lezioni partecipate o con continue attività in classe e riducendo il tempo delle lezioni frontali, noi docenti abbiamo modo di seguire l’andamento didattico dei nostri studenti quotidianamente.
Vorrei finire dicendo, inoltre, che questo modo di lavorare mi permette di avere almeno quattro o cinque valutazioni per quadrimestre degli studenti, a differenza delle due valutazioni per quadrimestre che riuscivo ad ottenere con le interrogazioni.
Dario Nicchitta