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Il dirigente Atp di Cosenza e Crotone augura buon anno scolastico

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Ecco l’intervento di Luciano Greco, dirigente dell’ATP di Cosenza e Crotone che fa il punto della situazione e augura buon anno scolastico a docenti, studenti e a tutto il personale.

“Nell’assumere la direzione dell’Ambito  Territoriale Provinciale di  Crotone, incarico  che  si aggiunge  al preesistente mandato dirigenziale di  direzione dell’Ambito Territoriale Provinciale  di Cosenza, desidero   ringraziare  il   Sig.  Direttore  Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale  della Calabria  per la  fiducia riposta nella mia persona. 
Desidero altresì porgere un sincero e cordiale saluto e fervidi voti augurali per un lieto inizio di anno   scolastico a tutta la Scuola crotonese e cosentina, ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale amministrativo, tecnico, ausiliario, al personale di ambedue  gli uffici  scolastici provinciali e a tutti i soggetti, enti ed istituzioni che contribuiscono a migliorare il sistema scolastico regionale. 
Ma un particolare e affettuoso augurio di un sereno e fattivo inizio di anno scolastico, voglio  riservarlo agli studenti e alle loro famiglie.
Nelle  citta’  di Crotone e  Cosenza il mio impegno sarà contrassegnato da un attivo ascolto relazionaleper fattive azioni di raccordo con le istituzioni tutte, le organizzazioni sindacali, gli organidi stampa e le realtà altre, come le associazioni dei genitori e il volontariato sociale. 
Nella città  pitagorica ritrovo  attori  che  ho avuto la  fortuna  di apprezzare  nella precedente  esperienza maturata  nell’anno 2010 e  2011,  ma  soprattutto ritrovo un patrimonio di buone prassi che trovano le loro ragioni nella professionalità degli operatori scolastici, nella partecipazione delle famiglie al dialogo educativo, nei rapporti collaborativi stretti con le Istituzioni e con le diverse voci del tessuto sociale locale. Nella  città bruzia  riparte  un nuovo cammino  già avviato  nel settembre  del 2014  e felicemente contrassegnato  da  significative  sinergie  istituzionali  che  hanno  portato  la scuola  cosentina  in piu’ occasioni a conseguire importanti risultati  a livello nazionale. Impegno e passione sono i principi che devono orientarci verso una Scuola in cui possano strutturarsi identità solide e aperte, capaci di promuovere sviluppo e competitività e di testimoniare, nelle scelte e nei comportamenti, il senso di un’umanità rispettosa e tollerante, responsabile e democratica.
I percorsi di educazione alla scienza, all’ambiente, alle nuove tecnologie, i progetti volti a sostenere la cultura delle pari opportunità, l’integrazione scolastica dei ragazzi stranieri che popolano il nostro territorio, l’inserimento e l’autonomia degli alunni disabili, la diffusione delle lingue straniere, le iniziative a più forte valenza orientativa, dovranno accompagnare i ragazzi nelle delicate fasi di passaggio fra I e II ciclo e tra scuola superiore e università. Il nostro impegno deve essere orientato a potenziare le proposte volte ad arricchire l’Offerta Formativa delle Istituzioni Scolastiche con gli stimoli dei linguaggi non-verbali, l’arte, la musica, il teatro, lo sport, perché l’insegnamento possa, sempre più efficacemente, incrociare gli stili cognitivi dei ragazzi, prevenire e ridurre i fenomeni di disagio e dispersione scolastica, sostenere il successo formativo dei nostri Studenti, affinchè le classi siano luoghi aperti sul mondo, in cui si acquisiscono gli strumenti di una cittadinanza attiva. Per quanto è stato fatto, desidero ringraziare i docenti, artefici di un processo di alta valenza sociale, ai quali più spesso l’opinione pubblica dovrebbe esprimere la propria gratitudine, per l’impegno che, quotidianamente, dedicano ai  nostri ragazzi; i Dirigenti Scolastici chiamati a spendere al servizio della comunità scolastica, un complesso ruolo dirigenziale, esteso dalla  riforma  ad una leadership educativa;  il Personale ATA anch’esso coinvolto nella impegnativa gestione amministrativo contabile, il Personale degli Uffici Scolastici Provinciali  che dimostra quotidianamente impegno e, ancor piu’  in questo anno di straordinaria attività,senso dello stato nella gestione delle attività propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico.  Ringrazio ancora le Organizzazioni Sindacali,   il cui operato già  nel corso della precedente esperienza è stato  connotato da  spirito di leale collaborazione  nel superiore  interesse della comunita’ scolastica. Un pari ringraziamento lo  rivolgo a tutte le Istituzioni civili, religiose e militari del nostro territorio, al ricco tessuto delle Associazioni, espressione di pluralismo e vivacità culturale e formativa, alla Stampa, per l’attenzione e lo spirito di partecipazione costruttiva con cui, quotidianamente segue le azioni della Scuola. 
Gli Uffici Scolastici Provinciali che mi onoro di dirigere, orienteranno la  loro azione  in partenariato con tutte le istituzioni scolastiche del territorio  cosentino e  crotonese  al miglioramento continuo  del servizio scolastico, alla promozione del  dialogo e  di  un fattivo confronto con tutti  i portatori di interesse, autorità pubbliche, cittadini e  associazioni.  Il 2015 è  l’anno della Buona  Scuola:  la  epocale riforma voluta dal Governo Renzi   seguita ad  un dibattito  iniziato nel  settembre  2014 riposa  oggi  nella legge 107 del  2015, la quale prefigura forti accenti  di  novità: grazie  ad un massiccio piano assunzionale (che assicurerà  ad ogni istituzione scolastica 7 insegnanti aggiuntivi), le  scuole potranno contare su un organico potenziato che si traduce in garanzia di continuità  didattica, in potenziamento dell’offerta formativa, nel contrasto alla dispersione scolastica, in una parola  in una  scuola  inclusiva e performante.  Muta la figura  del  dirigente scolastico  che è chiamato a scegliere la  sua  squadra, selezionando i docenti piu’  adatti a  realizzare  il progetto  formativo di istituto.
L’offerta formativa sarà declinata in base alle esigenze degli studenti e coerente con la necessità di orientarli al futuro.  In tale  prospettiva valenza strategica assume il potenziamento delle competenze linguistiche, ma anche delle  discipline  di Arte, Musica, Diritto, Economia, e Discipline motorie. 
Punto di partenza per declinare l’offerta formativa saranno le esigenze degli studenti, ma risulteranno utili anche le competenze  studentesche  maturate in ambito  extrascolastico, che  confluiranno in un curriculum utile ad inserirli  nel mondo del lavoro.
Servente  e  strategico per una scuola  migliore,  è la  formazione in servizio dei docenti  cui è destinata un cospicuo finanziamento ogni anno e che si configura come  obbligatoria.
Il riconoscimento   del merito filtrato  da un’ attenta valutazione di un nucleo valutativo, sarà  indice  di una scuola  che  vuole  fortemente elevare i propri   standard  qualitativi. 
Non c’è riforma della scuola che non si sia accompagnata ad un vivace  dibattito  e talvolta  a manifestazioni  di forte  dissenso, invero ogni riforma risulta perfettibile, ma l’idea pregiudiziale di respingere e contrastare  sempre ogni tentativo  di rinnovo, in vista  di un’ipotetica  perfetta   riforma  è un’utopia, o  semplicemente  un falso scopo. 
L’augurio che porgo a tutti, e’ di essere uniti da uno spirito di squadra, in cui è prezioso e insostituibile il contributo di ciascuno, per fare della scuola cosentina e  crotonese una scuola migliore, orientata a raccogliere sfide di eccellenza . Il buon funzionamento dell’apparato pubblico si fonda su una vasta e prevalente base di silenziosi funzionari che, senza enfasi, sono definibili “silenziosi servitori dello Stato” : costoro quotidianamente e per anni, espletano le proprie mansioni con rigore e con rispetto delle regole senza le luci dei riflettori, e meritano davvero maggiori gratificazioni anche economiche. Ad essi va il nostro  GRAZIE ! Mi piace a tal proposito riprendere una felice riflessione di  Pennac  per rivolgerla fervidamente  a tutti i  nostri docenti, ma  soprattutto e affettuosamente  ai nostri  studenti, 
“Ma guardiamoci bene dal sottovalutare l’unica cosa sulla quale possiamo agire personalmente e che risale alla notte dei tempi pedagogici: la solitudine e il senso di vergogna del ragazzo che non capisce, perso in un mondo in cui gli altri capiscono. Solo noi possiamo tirarlo fuori da quella prigione, formati o meno per farlo. Gli insegnanti che mi hanno salvato e che hanno fatto di me un insegnante non erano formati per questo.  Non si sono preoccupati delle origini della mia infermità scolastica.  Non hanno perso tempo a cercarne le cause e tanto meno a farmi la predica.  Erano adulti di fronte ad adolescenti in pericolo. Hanno capito che occorreva agire tempestivamente.  Si sono buttati. Non ce l’hanno fatta. Si sono buttati di nuovo, giorno dopo giorno, ancora e ancora… Alla fine mi hanno tirato fuori. E molti altri con me. Ci hanno letteralmente ripescati.  Dobbiamo loro la vita. I nostri studenti che “vanno male” (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola.  In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulati su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso.  Guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino.  La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla. Difficile spiegarlo, ma spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola, la parola di un adulto, fiduciosa, chiara ed equilibrata per dissolvere quei magoni, alleviare quegli animi, collocarli in un presente rigorosamente indicativo.
Naturalmente il beneficio sarà provvisorio, la cipolla si ricomporrà all’uscita e forse domani bisognerà ricominciare daccapo. 
Ma insegnare è proprio questo: ricominciare fino a scomparire come professori. Se non riusciamo a collocare i nostri studenti nell’indicativo presente della nostra lezione, se il nostro sapere e il piacere di servirsene non attecchiscono su quei ragazzini e quelle ragazzine, nel senso botanico, la loro esistenza vacillerà sopra vuoti infiniti.  E non è poco un anno di scuola andato in malora: è l’eternità in un barattolo”. Auguri e buon inizio di  anno  scolastico  a Voi tutti!”
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