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Il disagio del precariato in una rappresentazione teatrale a Roma

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Problematica che attanaglia le giovani generazioni, dal lavoro ai sentimenti, e che, quasi sempre, è accompagnata dal dilagante senso di impotenza che spinge i giovani allo scoramento e all’abulia.
“Tale testo ritrova le sue motivazioni nella moderna precarietà delle cose, e soprattutto in ambito lavorativo e nella disillusione di una generazione, che si ritrova a fare i conti con un evolversi repentino e non cristallino delle condizioni contrattuali – dice l’autore del testo e regista Antonello Longo, aggiungendo che – a tutto ciò una mente giovane, pulita non abituata, cade e diventa precaria, mentre l’esperienza fa sì che non ceda alla tentazione e si rassegni allo stato delle cose”.
Denuncia di disagio sociale e spirituale, ma anche spinta all’affermazione del proprio modo di essere, delle proprie capacità, dei propri bisogni, dei propri sentimenti, della propria spiritualità.
Antonello Longo, che è anche autore e regista cinematografico, non è nuovo alle denunce sociali attraverso l’arte. 
Di recente il suo documentario “Zenigma”, sul quartiere palermitano Z.E.N. 2 di Palermo, ha vinto il “Premio giornalistico Michele Tito”, a Oliveto Citra (Salerno), già nel 2005 (anno di produzione del documentario) aveva ricevuto il “Premio speciale del sud est Sicilia”, a Siracusa, nell’ambito della IX edizione del Festival Internazionale del reportage e documentario del mediterraneo, Gran Prix du CMCA di Marsiglia Francia, e Rai Med.
La drammatizzazione scenica, per le tematiche trattate, si presta ad essere rappresentata neglispazi scolastici. 

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