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Il giornalismo entra in classe

Con l’intento di avvicinare i giovani ai quotidiani, l’Osservatorio Giovani Editori, in collaborazione con la Rizzoli Corriere della Sera e la Poligrafici editoriale, ha dato il via, durante una manifestazione tenutasi il 14 gennaio a Firenze, all’iniziativa del “quotidiano in classe”. Relatori dell’incontro sono stati il presidente della Rcs, Cesare Romiti, il vicepresidente della Poligrafici, Andrea Riffeser, il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bertoli e il direttore della Nazione, Umberto Cecchi.
Dagli interventi, ai quali hanno assistito autorevoli giornalisti e circa duecento docenti, è emerso che “i quotidiani andrebbero letti sin dalla scuola elementare per educare gli studenti, sin da piccoli, a conoscere la vita. Per fare questo è necessario, anche, che i giornalisti cambino il modo di scrivere e gli insegnanti collaborino con giornalisti ed editori per migliorarne il prodotto. I giornali devono offrire ai lettori la massima trasparenza dei fatti e non quello che si presenta più opportuno: non omettere nulla e non farsi carico di responsabilità che sono di altri. Sarà, poi, il lettore a tirare le somme di una realtà molto vicina, in quel caso, alla verità“. Secondo alcune statistiche il questi ultimi vent’anni si sono vendute un milione di copie in meno.

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