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Aggiornato il 09.12.2025
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Il libro non è morto, lo leggono 3 italiani su 4 (+4% in 3 anni) ma gli dedicano meno tempo: colpa del competitor internet

Chi pensava che il libro con l’avvento del digitale on line sarebbe morto farebbe meglio a ricredersi e ad ammettere pubblicamente di avere sbagliato: a distanza di quasi tre decenni dall’approdo di Internet a livello massivo, alla portata di tutti i cittadini, le quote di persone che leggono libri continuano a salire. Il dato è stato reso pubblico in questi giorni dall’Osservatorio Aie sulla lettura, a cura di Pepe Research, attraverso il direttore di Aie Fabio Del Giudice durante l’incontro ‘La qualità della lettura in Italia’ all’interno del programma professionale di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori e svolto alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre.

Ebbene, scrive Adnkronos, sulla base delle informazioni ricevute dagli editori, risulta che in Italia nel 2025 sono cresciute del 4% le persone tra i 15 e i 74 anni che si sono dichiarate lettrici e lettori (almeno un libro letto anche in parte negli ultimi 12 mesi, compresi e-book e audiolibri), raggiungendo la ragguardevole quota di 33,9 milioni: rappresentano oggi, quindi, il 76% della popolazione, contro il 73% dell’anno precedente.

L’Aie ha assicurato che la crescita riguarda tutte le fasce d’età: tra i 15-17 anni (quindi ancora al 90% frequentanti la scuola) i lettori sono cresciuti del 5% nell’ultimo anno e sono adesso l’89% della popolazione, mentre nella fascia 18-34 anni sono cresciuti del 2% e sono ora l’82%: nella fascia 35-54 anni sono cresciuti del 3% e sono ora il 79%; infine, nella fascia 55-74 anni sono cresciuti del 2% e sono ora il 68%.

Quello che su cui vale la pena soffermarsi è il dato che calano i tempi e frequenza di lettura: la quota di chi apre un libro almeno una volta a settimana è passata dal 72% dei lettori del 2022 al 61% del 2025, mentre quella di chi legge solo qualche volta al mese è passata dal 26% al 38%.

Un effetto derivante, con ogni probabilità, dalla presenza sempre più massiccia di strumenti comunicativi alternativi, che vanno dallo smartphone ai computer e ai tablet, da dove connettersi in tempo reale ad internet, senza dimenticare la permanenza di media tradizionali come radio e tv (che continuano a mantenere alti livelli di audience): a pesare è la stessa abitudine a fruire delle informazioni on line con la modalità spesso del ‘mordi e fuggi’.

Per quanto riguarda il tempo medio settimanale dedicato in particolare alla lettura di libri a stampa, l’Aie ha spiegato che è calato da 3 ore e 32 minuti nel 2022 a 3 ore e 7 minuti nel 2025.

Il 37% dei lettori legge fino a tre libri, e-book o ascolta fino a tre audiolibri l’anno.

Sempre l’Osservatorio Aie sulla lettura ha fatto sapere che il 22% degli italiani tra i 15 e i 74 anni legge tra 4 e 6 libri l’anno; il 19% tra 7 e 11 e il 22% 12 o più.

Il gap di genere si conferma quasi dieci punti percentuali: tra le donne le lettrici sono l’81% della popolazione, tra gli uomini i lettori sono il 72%.

“Cresce il numero di persone che si dichiarano lettrici e lettori in tutte le fasce d’età – ha Renata Gorgani, vicepresidente e presidente del Gruppo Editoria di varia di Aie -, ma soprattutto tra i 15 e i 17 anni: la lettura viene infatti sempre più percepita dai giovani come un’attività da condividere e mostrare con orgoglio. Ma, allo stesso tempo, le si dedica meno tempo: anche questo è un tema che deve essere affrontato”.

“Resta un punto fermo su tutti: la lettura rimane l’ossatura della vita culturale e civile. Per questo è necessario uno sforzo di tutti gli attori insieme all’istituzioni per sostenerla, incrementarla e raggiungere anche i lettori più deboli”, ha concluso Gorgani.

Secondo Federico Mollicone (di Fratelli d’Italia), presidente Commissione Cultura della Camera, “il libro è la più importante industria culturale e creativa d’Italia. In un’ottica di valorizzazione della filiera e dell’identità territoriale, abbiamo compiuto un’azione concreta e storica: un investimento da 60 milioni di euro in due anni per le biblioteche pubbliche, il ‘Piano Olivetti’ voluto dal Ministro Giuli, che rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e un supporto vitale per la diffusione della lettura, soprattutto nelle aree più periferiche e nei borghi, in linea con gli obiettivi del Governo Meloni. Insieme a Aie, anche in occasione come questa Fiera, continueremo a lavorare per rendere questo settore, sempre di più, un’infrastruttura culturale e uno strumento di soft power italiano nel mondo”.

“La lettura – ha commentato Irene Manzi, l’esponente Pd in commissione Cultura della Camera – non è un gesto individuale: è un atto di cura collettiva. Nelle biblioteche, nei quartieri, nelle scuole e nelle tante esperienze diffuse nel Paese nascono ogni giorno vere e proprie comunità della conoscenza, capaci di generare fiducia, partecipazione e mobilità sociale. Voglio ribadire un impegno chiaro: valorizzare queste energie e darle ascolto. Per questo considero importante e da sostenere la proposta di istituire, presso il Centro per il libro e la lettura, un tavolo permanente di ascolto sulla promozione della lettura”.

“Accanto a questo – ha continuato la dem -, serve una legge organica per la filiera del libro, capace di dare stabilità, visione e tutele a un settore strategico. Una normativa condivisa e realmente trasversale, che impegni tutte le forze politiche nella promozione del libro come infrastruttura democratica”.

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