A gridarla con voce robusta, la Pace, sembra sia rimasto solo il Papa, Leone XIV che, giunto a sorpresa, al termine della messa in piazza San Pietro, presieduta da mons. Rino Fisichella per il benvenuto al Giubileo dei Giovani, salendo sul sagrato, si è rivolto agli oltre 120mila ragazzi: “Il nostro grido deve essere per la pace nel mondo: gridiamolo insieme. Speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza del mondo. Oggi stiamo cominciando, nei prossimi giorni avrete l’opportunità di essere una forza che può dare la grazia di Dio, essere un messaggio di speranza, una luce per la città di Roma, per l’Italia e per tutto il mondo. Camminiamo insieme con la nostra fede in Gesù Cristo e il nostro grido deve essere anche per la pace del mondo. Diciamo tutti: vogliamo la pace del mondo, vogliamo la pace. Preghiamo per la pace e siamo testimoni della pace e del Gesù Cristo della riconciliazione”.
Il Giubileo dei Giovani culminerà, alla presenza di Papa Leone XIV, sabato e domenica prossimi a Tor Vergata, con la veglia e la messa.
Intanto, anche mons. Rino Fisichella all’inizio della messa di benvenuto ai giovani, aveva detto: “Vi abbiamo atteso da tanto tempo e ora siete qui. Grazie per avere accolto l’invito del Papa di partecipare a questo Giubileo dedicato a voi e alla speranza che ognuno porta dentro di sé. Siete venuti da tutto il mondo. Ci sono amici che provengono anche dalle zone di guerra: dall’Ucraina dalla Palestina giunga a tutti l’abbraccio di fraternità che ci rendi uniti e un corpo solo; non fate mancare loro i segni della vostra amicizia”.
“Viviamo un periodo di grande violenza e la violenza non è soltanto nei territori di guerra, la violenza è nelle nostre strade, nelle nostre città, è accanto a noi, nelle scuole. Soprattutto oggi, in una società schiacciata dalla violenza e dalla guerra, ha quindi occorre “dare certezza della speranza, che l’amore vince sempre, che la bontà supera la violenza e che abbiamo bisogno di essere costruttori di pace ogni giorno nella semplicità della nostra vita, perché se noi costruiamo la pace, il mondo avrà la pace”.
Ma un caldo, lungo, caloroso applauso è scattato, quando monsignor Rino Fisichella, nel suo saluto ai ragazzi, ha citato la Palestina, mentre veniva inquadrato un gruppo di ragazzi con la kefiah: “Vivete questi giorni con gioia e spiritualità, scoprendo nuove amicizie, ma soprattutto contemplate Roma e le tante opere d’arte espressione della fede che ha generato tanta bellezza. Siamo qui per trasmettere la fede e comprendere il grande valore che Gesù Cristo possiede nella nostra vita. Rispondiamo con entusiasmo: in questi giorni, Roma con tutto ciò che rappresenta è nelle vostre mani”.