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Aggiornato il 23.10.2025
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Il Papa è vicino alla scuola e ai tanti giovani esposti a fragilità inedite: il 28 ottobre pubblicherà un documento sulle sfide dell’educazione

Papa Leone XIV è in procinto di pubblicare un documento attraverso cui riflettere sulle sfide dell’educazione: il testo, che vedrà la luce nell’anno giubilare, verrà pubblicato martedì 28 ottobre, anche per commemorare il 60° anniversario della Gravissimum Educationis e per riflettere sulle modalità educative. Ad annunciarlo – nel corso di una conferenza stampa tenuta in Vaticano – è stato il card. José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura, il quale ha spiegato che l’evento servirà anche per riflettere sull’attualità della Dichiarazione conciliare e sulle sfide che l’educazione deve affrontare oggi, in particolare per le scuole e le università cattoliche.

Secondo stime attendibili, l’evento riunirà a Roma più di ventimila persone, in prevalenza impegnate nella scuola e nell’università, nella formazione tecnica e professionale, e che sono studenti, docenti e personale amministrativo, nonché referenti delle principali federazioni e reti educative o organizzazioni internazionali del settore.

Fino ad oggi, si sono registrati all’evento pellegrini di 124 Paesi, in prevalenza provenienti da Italia, Spagna, Stati Uniti, Francia e Brasile.

Com scrive papa Leone XIV nel Documento: ‘La Dichiarazione Gravissimum educationis non ha perso mordente. Dalla sua ricezione è nato un firmamento di opere e carismi; un patrimonio spirituale e pedagogico capace di attraversare il XXI secolo, e rispondere alle sfide più pressanti. Questo patrimonio non è ingessato: è una bussola che continua a indicare la direzione”.

Il Papa ammette, poi, che le aspettative, oggi, non sono minori delle tante con le quali la Chiesa ebbe a confrontarsi sessant’anni orsono. Anzi si sono ampliate e complessificate… la storia ci interpella con urgenza nuova. I mutamenti rapidi e profondi espongono bambini, adolescenti e giovani a fragilità inedite. Non basta conservare: occorre rilanciare. Chiedo a tutte le realtà educative di inaugurare una stagione che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita’”.

Nel frattempo, è stato reso noto che “quello cattolico è il più grande network educativo al mondo. Attraverso la propria rete, la Chiesa è vicina ai giovani di ogni continente“. A sottolinearlo è stata Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sempre durante la conferenza stampa in Vaticano.

Secondo l’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa Cattolica presso la Santa Sede, “questo network comprende oltre 231mila istituzioni scolastiche e universitarie, attive in 171 paesi. Le scuole e le università cattoliche sono frequentate da quasi 72 milioni di studenti, di ogni cultura e fede”.
E per quanto riguarda la distribuzione geografica, il continente con il maggior numero di studenti risulta l’Africa (con quasi 31 milioni pari al 43% del totale globale), seguito da Asia (21%), Europa (14%), Centro/Sud America (13%), Nord America (6,8%), Oceania (2%).

“Emerge con forza che l’Africa è il cuore pulsante dell’educazione cattolica nel mondo. È il continente che accoglie il maggior numero di studenti iscritti nelle istituzioni cattoliche ma è anche quello che ospita la più ampia rete di scuole e università cattoliche”.

Oltre al dato relativo alla presenza in 171 paesi, “va sottolineato che in un’ampia gamma di paesi più del 20% delle scuole sono cattoliche. Va aggiunto che in alcuni paesi la scuola cattolica copre oltre la metà del bisogno educativo”, come in Belgio, Irlanda, Belize, Ruanda, Malawi, Libano.

Nell’anno giubilare credo sia importante porre l’accento sull’educazione nella sua valenza di diritto universale. In un’epoca segnata da profonde polarizzazioni e da crescenti disuguaglianze, l’educazione è la leva che favorire lo sviluppo umano integrale globale”, ha sottolineato la rettrice Beccalli.
Semore Beccalli ha reso pubblici anche alcuni “dati allarmanti: nel mondo, 61 milioni di bambini non sono mai entrati in una classe; bambini, cioè, senza nessun accesso all’istruzione dei quali circa il 67% (pari a 41 milioni) si trova in Africa”.

“Inoltre, oltre 160 milioni di giovani non raggiungono la fine della scuola secondaria, un numero che segnala quanto l’abbandono scolastico rappresenti ancora una piaga sociale a livello globale”.
Diventa necessario operare per “garantire un’educazione di qualità, equa e inclusiva per tutti. Un diritto, quello all’educazione, che per essere garantito in modo concreto non può prescindere dall’attenzione agli ineludibili bisogni primari di ogni persona attraverso misure efficaci contra la povertà”.

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