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In Trentino centinaia di cattedre ancora scoperte

Organico “drammaticamente sotto dimesionato” in Trentino, a detta dei sindacati secondo i quali, “se in provincia i docenti precari risultano essere circa 2.500, il numero di cattedre vacanti (a tempo pieno) sfiora quota 800. Il che significa, circa ottocento posti di lavoro da occupare entro il 10 settembre, con l’inizio delle lezioni, ripartiti in 392 alla scuola primaria, 197 alle medie, 203 alle superiori”.

Poi ci sarebbero gli spezzoni, mentre non sarebbero state assegnate a doceti di ruolo 330 cattedre che allora saranno destinate ai precari, in attesa di poter partecipare a un concorso. 

Complessivamente dunque, come riporta ladige.it,  circa 800 posti a tempo pieno al momento risulterebbero essere ancora scoperti e dunque sarà impossibile riuscire a coprire tutti i posti entro il 10 settembre, giorno in cui in Trentino inizia la scuola.

Secondo quanto denunciano i sindacati, la Cisl in particolare, il Trentino non avrebbe “la capacità di organizzare un serio piano di stabilizzazione del personale scolastico, e quindi si affida ai docenti precari, che raggiungono circa 2.500 unità”. 

E se la crisi riguarda gli segnanti curriculari, altrettanto grave è quella  della  mancanza cronica di insegnanti di sostegno: secondo i calcoli per l’anno scolastico 2025/2026 mancherebbero circa 260 docenti a tempo pieno all’interno della scuola trentina, dove, viene specificato,  l’insegnante di sostegno lavora seguendo fino a quattro casi diversi, con un carico emotivo e di lavoro notevole.

Ma mancherebbero pure figure di segreteria e personale Ata, mentre farebbe acqua il piano triennale delle procedure concorsuali per l’accesso a posti di lavoro a tempo indeterminato del personale docente della scuola secondaria, approvato dalla Giunta a fine dello scorso anno.

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