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In un liceo bolognese dopo decenni nasce il comitato genitori: “Reimparare a stare insieme in maniera propositiva”

Dopo decenni senza una rappresentanza organizzata al di fuori degli organi istituzionali, un liceo del centro di Bologna ha il suo comitato genitori. L’assemblea costitutiva si è tenuta nell’auditorium dell’istituto alla presenza dei rappresentanti di classe di più della metà delle sezioni. Una madre di uno studente è stata eletta presidente.

Una risposta a un bisogno reale

La strada verso la costituzione del comitato è iniziata a inizio febbraio, quando circa cento genitori si sono riuniti per la prima volta per discutere dell’opportunità di creare un organismo autonomo. “Il comitato genitori era un luogo che non esisteva ancora e andava costituito”, ha spiegato la presidente al Corriere. “C’è stata una prima riunione in cui è emerso con forza il desiderio di farlo nascere”. L’iniziativa ha trovato terreno fertile in un momento di cambiamento interno alla scuola: un recente rinnovo delle cariche istituzionali ha aperto “la possibilità di ripensarsi in modi diversi”.

Il peso delle tensioni degli ultimi anni

La nascita del comitato non avviene in un contesto neutro. L’istituto ha vissuto negli ultimi anni momenti di forte conflittualità interna, culminati nell’anno scolastico precedente con l’occupazione della scuola e la decisione del dirigente scolastico di sporgere denuncia nei confronti di alcuni studenti. Quell’episodio ha lasciato strascichi profondi nella comunità scolastica e ha reso ancora più urgente, per molte famiglie, la necessità di disporre di uno spazio di confronto autonomo, separato dai canali formali previsti dalla normativa.

I temi al centro del confronto

Durante la riunione costitutiva è stato approvato un regolamento interno. Il comitato sarà aperto a tutti i genitori che vorranno aderire, in quanto soggetto svincolato dagli organi elettivi della scuola, e verrà presentato ufficialmente in consiglio d’Istituto a marzo. Tra i temi che il nuovo organismo intende affrontare figurano il ritmo di lavoro ritenuto eccessivo, la reale inclusività nell’apprendimento, le modalità di dialogo con i docenti, gli scambi culturali e la gestione delle tensioni relazionali. “È emerso il desiderio di creare un luogo di incontro e confronto che potesse dare “aria” alle tematiche della vita scolastica dei ragazzi”, ha concluso la presidente, aggiungendo che anche gli adulti avranno modo di “reimparare a stare insieme in maniera propositiva”.

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