Un incontro dal titolo “Identità e fede islamica”, organizzato per le classi seconde di un istituto tecnico di Modena, ha scatenato un acceso dibattito politico. L’iniziativa, prevista per sabato 18 aprile e comunicata tramite circolare ufficiale del dirigente ha visto l’intervento del centrodestra, che ha parlato di «follia» e «propaganda religiosa». A difendere la scuola sono scesi in campo la UIL Scuola Modena e la FLC Cgil.
Le critiche più dure sono arrivate dalla Lega che sui social ha definito l’iniziativa «una follia», aggiungendo: “L’islamizzazione passa dalle nostre scuole!”. Gioventù Nazionale Modena ha parlato di «indottrinamento», chiedendo chiarimenti sull’intento educativo dell’evento. Più sfumata la posizione di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato come “colpisce che l’incontro sia affidato a un rappresentante di una specifica organizzazione, senza che emerga chiaramente un contraddittorio”. Il dirigente scolastico ha risposto con fermezza: “Questo progetto è stato approvato dal collegio docenti e dal consiglio di istituto. Lo scopo è alimentare una riflessione condivisa sulla complessità della società moderna. Conoscere l’altro è il primo passo per un rapporto civile”.
La UIL Scuola Modena è intervenuta con una nota netta, ribadendo che sulle scelte didattiche decidono gli organi collegiali, non i partiti. “La scuola ha agito nell’ambito della propria autonomia, nel rispetto delle regole”, si legge nel comunicato. Il responsabile territoriale ha dichiarato: “Mentre si alza il polverone su un percorso culturale deliberato in modo legittimo, le scuole hanno organici ridotti, alunni senza insegnante di sostegno per mesi ed edifici che spesso non possiedono gli standard adeguati di sicurezza”. Il responsabile ha poi aggiunto: “La scuola elargisce conoscenza, prepara menti libere e critiche ed educa al rispetto. Studiare le differenze culturali e religiose forma i cittadini del futuro”.
Sulla stessa linea si è schierata la FLC Cgil Modena, che ha ricordato come qualsiasi attività scolastica passi attraverso un iter strutturato: discussione nel collegio docenti, inserimento nel piano triennale dell’offerta formativa e presentazione nei consigli di classe. “Mentre si grida allo scandalo per attività regolarmente approvate, non c’è lo stesso sconcerto per i tagli agli organici che stanno mettendo in ginocchio la scuola”, hanno scritto in una nota. Sia la UIL che la Cgil hanno richiamato i principi costituzionali: l’Italia è uno Stato laico che tutela la libertà religiosa senza distinzioni. “Lasciate che la scuola faccia la scuola”.