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Indennità per i docenti che lavorano nelle piccole isole; lo dice la legge di bilancio, ma i sindacati sono perplessi

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Fra le norme inserite all’ultimo momento nella legge di bilancio va segnalata quella relativa al riconoscimento di una sorta di indennità di sede per i docenti assegnati alle scuole delle piccole isole.
La novità arriva da un ordine del giorno proposto alla Camera da Gabriele Toccafondi di Italia Viva e votato a larghissima maggioranza.
Poi l’ordine del giorno è stato recepito dai senatori di Italia Viva e di altri gruppi della maggioranza che lo hanno trasformato in un emendamento.
Nel concreto la legge di bilancio stanzia 3 milioni di euro a partire dall’anno 2022 per garantire ai docenti che operano nelle piccole isole una indennità che dovrebbe “compensare”  il disagio legato a diversi fattori (difficoltà di trasporto, costi da sostenere per i viaggi e così via).
Ma, ovviamente, c’è anche l’intenzione di facilitare l’amministrazione scolastica nella attribuzione degli incarichi (spesso, infatti, le cattedre restano scoperte per lungo tempo perché non si riesce a trovare il personale disponibile). In ultima analisi si tratta però di garantire il diritto allo studio dei ragazzi e delle ragazze che abitano nelle piccole isole.

La misura, in realtà, è limitata ad un numero ridotto di insegnanti ma ha un significato importante perché potrebbe essere un “modello” da utilizzare anche per altre situazioni: perché, per esempio, non riconoscere analoghe indennità anche per chi lavora nei Comuni di montagna o in aree a rischio?
Insomma, si tratta di una soluzione che potrebbe aprire nuove prospettive nelle politiche salariali nella scuola.
Ma estendere il modello potrebbe non essere né facile e neppure scontato.

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Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola, storce il naso e spiega: “Francamente mi sembra che siamo di fronte ad una invasione di campo delle prerogative sindacali perché regolamentare gli incentivi è materia contrattuale. Gli incentivi possono essere di due tipi: possono essere di natura economica oppure di natura previdenziale; garantire la continuità o riconoscere il disagio significa entrare in una materia di natura strettamente contrattuale. Quindi tutto questo dovrà essere oggetto di discussione perché dovranno essere individuati dei parametri; per esempio, a chi dovrà essere riconosciuta l’indennità? A chi si trasferisce nell’isola, a chi affronta ogni mattina un viaggio in motonave per arrivare nella sede ?”
La questione, lascia intendere Gissi, è complessa e, per essere affrontata correttamente, dovrà essere attentamente esaminata, discussa e risolta in sede di confronto con le parti sociali.
Bisogna comunque attendere il testo definitivo della disposizione di legge per capire come potrà essere concretamente applicata.