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Indicazioni morattiane VS curricoli di Fioroni

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Che fine faranno le Indicazioni per il curricolo volute dal ministro Fioroni ?
Saranno rimpiazzate dalle Indicazioni nazionali di morattiana memoria ? Torneranno tutor e  portfolio ?
Sono queste le domande che in questi giorni circolano spesso fra gli insegnanti delle elementari e delle medie.
Fare previsioni è difficile, anche perché nel corso della campagna elettorale il dibattito sulla scuola è stato molto modesto e non si sa davvero come intenda comportarsi la nuova maggioranza su molte questioni.
E’ vero che Silvio Berlusconi ha detto più volte che si tornerà alle “tre I” e che la riforma Moratti verrà ripristinata, ma è probabile che l’affermazione riguardi più la scuola superiore che quella del primo ciclo.
Anche perché su un punto sembra esserci una certa convergenza di opinioni fra centro-destra e centro-sinistra: non si può fare “punto e a capo” ad ogni cambio di legislatura senza correre il serio rischio di far retrocedere sempre di più la scuola italiana nelle classifiche internazionali.
Secondo una ipotesi accreditata è possibile che durante l’estate il nuovo Ministro emani un provvedimento che dovrebbe chiarire i rapporti fra Indicazioni nazionali, Indicazioni per il curricolo e autonomia scolastica.
E’ probabile che la maggioranza di centro-destra voglia rimarcare che le Indicazioni morattiane sono allegate ad un provvedimento legislativo, mentre quelle di Fioroni sono state emanate con un decreto ministeriale; e così le Indicazioni morattiane – ampiamente sfoltite o forse ridotte solamente al “vecchio” Pecup potrebbe essere rispolverate per definire i livelli essenziali di prestazione validi a livello nazionale, mentre tutto il resto potrebbe essere lasciato alle scelte delle singole Istituzioni scolastiche. Per evitare una eccessiva frammentazione il nuovo Ministro potrebbe lavorare per un rafforzamento dei compiti dell’Invalsi: le scuole sarebbero sì libere di definire i propri curricoli, ma con l’obbligo di sottoporsi alle valutazioni periodiche promosse dall’Invalsi.
Su questa strada il nuovo Ministro potrebbe avere vita facile: d’altronde già quest’anno è prevista una prova nazionale uguale per tutti gli alunni che sostengono l’esame di terza media. La novità è nota da tempo alle scuole e non vengono segnalate né proteste né prese di posizione da parte sindacale.
Nel corso dell’estate il Ministro potrebbe varare anche un altro provvedimento, relativo però alle scuole superiori: la cancellazione dei corsi di recupero,  mal visti dagli studenti e poco “digeriti” anche dagli stessi docenti.