Reintrodurre ilservizio di leva militare e civile universale territoriale, anche per arruolare i giovani contestatori dei centri sociali e le pseudo femministe che si sono opposti all’adunata degli Alpini a Genova. A chiederlo Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega Salvini Premier in commissione Difesa alla Camera dei deputati, commentando l’evento militare giunto alla 97esima edizione.
“È sempre emozionante – ha detto il leghista – vederli sfilare e non sono mai abbastanza i ringraziamenti per quanto hanno fatto e fanno ogni giorno per la nostra sicurezza, oltre alle indispensabili e lodevoli opere di volontariato”.
Zoffili ha quindi detto che occorre “reintrodurre il servizio di leva militare e civile universale territoriale, come propone la Lega attraverso la proposta di legge di cui sono primo firmatario alla Camera: potrà servire anche per cercare di recuperare e rieducare al rispetto e al senso civico quei giovani dei centri sociali e quelle pseudo femministe che hanno purtroppo contestato gli Alpini a Genova durante l’Adunata”.
Ad esprimersi a favore del ritorno del servizio obbligatorio (militare o civile) è stato anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana, pure lui leghista.
“Penso che per tanti ragazzi potrebbe essere utile fare un periodo quanto meno di servizio civile perché penso che sia importante. La Protezione civile degli alpini, sappiamo quanto è stata importante. Abbiamo avuto da poco l’anniversario del Friuli. Lì quanto hanno fatto i volontari… Penso che se avessimo i ragazzi preparati potrebbe essere una bella cosa”.
Secondo Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito, ha tenuto a ricordare che gli Alpini “hanno rappresentato un pilastro insostituibile per la difesa della Patria e da sempre svolgono un ruolo essenziale nelle azioni di soccorso in occasione di calamità naturali e in ogni situazione di crisi”.
“Nella Genova che quest’anno li ospita – ha continuato Frassinetti – sono intervenuti a prestare soccorso nelle alluvioni e nella tragedia del crollo del Ponte Morandi. Proprio per questo è importante la loro presenza nelle scuole come testimoni credibili per tramandare ai giovani l’amor di Patria, lo spirito di sacrificio e il sentimento di solidarietà verso tutta la Comunità Nazionale”.
“Alpini, faro per il futuro dell’Italia” c’era scritto sullo striscione che ha aperto la sfilata conclusiva di Genova: sono stati circa 90mila gli alpini a sfilare, molti dei quali si sono ritrovati in piazza della Vittoria. Sul palco, tra i vari rappresentanti delle istituzioni, c’erano il ministro della difesa Guido Crosetto, il governatore Marco Bucci e la sindaca Silvia Salis oltre alle autorità civili e militari cittadine.
Nella stessa piazza si è svolta la cerimonia del passaggio della stecca, con tanto di ammainabandiera: Brescia sarà la città che ospiterà nel 2027 la prossima adunata nazionale alpina. Le autorità hanno stimato che l’adunata ha portato a Genova oltre 400mila persone.
Qualche mese fa proprio il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva annunciato che era allo studio del Governo la possibilità di “reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare, come in Francia e in Germania”, a patto di avere l’avallo del “Parlamento”: una decisione che avrebbe coinvolto migliaia di giovani neo diplomati.
A distanza di pochi giorni, però, sempre il ministro della difesa specificò che la sua proposta non sarebbe stata obbligatoria per i giovani italiani, ma “esclusivamente una riserva volontaria”.
La sottolineatura del Ministro avrà fatto piacere alla maggior parte dei giovani: una eventuale coscrizione obbligatoria non sarebbe infatti stato comprese e accettato.
Ben il 68% degli adolescenti di un campione provvisorio di 4.000 giovani ha fatto sapere che non si arruolerebbe se l’Italia dovesse entrare in guerra: il risultato è giunto da una consultazione pubblica, rivolta a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni, promossa dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’Adolescenza allo scopo di indagare le loro percezioni sulla guerra e sui conflitti.
Alla domanda “Se il mio Paese entrasse in guerra mi sentirei responsabile e se servisse mi arruolerei. Quanto sei d’accordo con questa affermazione?”, la maggioranza ha espresso il proprio disaccordo. Tra i maschi la percentuale è stata del 60,2% e tra le femmine il 73,6%.