Gli studenti vedono di buon occhio il divieto di cellulare a scuola alle scuole superiori in partenza da quest’anno scolastico? A quanto pare alcuni no. Oggi, 8 settembre, è stata messa in atto una protesta contro il divieto sotto la sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Come riportato da LaPresse, alcuni studenti dei licei romani si sono dati appuntamento questa mattina. “Dopo la carrellata di riforme repressive e classiste degli scorsi anni – spiegano gli studenti di Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa – il ministro si occupa di rendere la scuola ancora più oppressiva piuttosto che preoccuparsi dell’edilizia, dei disinvestimenti sul personale, della carneficina dell’alternanza scuola lavoro, ecc. Questa è la soluzione di Valditara ai problemi della scuola. Dopo anni di investimenti sulla digitalizzazione viene scaricata la colpa sugli studenti senza produrre interventi sistemici, questa di chiama ipocrisia. Non serve vietare i telefoni – aggiungono – ma finanziare le scuole e renderle di nuovo ascensori sociali. Vogliamo soldi alla scuola e non alla guerra”.
Gli studenti hanno portato con sè striscioni, cartelloni (uno con Valditara disegnato come uno sceriffo), fumogeni.
I docenti dovranno requisire i telefoni? Andranno custoditi in armadietti? Ogni istituto farà a sè. Nel frattempo il ministro Valditara ha ribadito a RaiNews: “Il divieto verrà lasciato all’autonomia delle scuole. Quando si entra in classe si mette via il cellulare e lo si riprende quando si esce da scuola”.
“Noi siamo intervenuti per tutelare la salute dei nostri giovani e anche la qualità dei loro apprendimenti”, ha aggiunto. Ma come si farà, ad esempio, a ricreazione? Ecco la risposta del numero uno di Viale Trastevere: “La nostra indicazione è molto chiara, si entra in classe e si deposita il cellulare, si esce da scuola e si riprende”.