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Inizio della scuola ad ottobre, ore di lezione da 50 minuti e uso del registro cartaceo: proposta

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Il cambio di Ministro non impedisce di portare alla luce delle proposte di cambiamento per la scuola. Infatti, con il gruppo Facebook Dillo al Ministro che prosegue, riportiamo altre riflessioni giunte in redazione sulla scia del successo della nostra iniziativa.

 

Una nostra lettrice scrive: “Ho una proposta che farebbe felici in molti, tranne chi usa la scuola come un parcheggio. L’obiettivo è razionalizzare le ore. Una scuola di qualità si ottiene con la “qualità” delle ore trascorse a scuola e non con la quantità”.
Ecco di seguito la proposta:

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Meno giorni di scuola e più qualità: si inizia ad ottobre

Riduzione giorni di scuola a 185 circa. (come era prima, come è all’estero), ad oggi noi siamo il paese che fa più giorni, inutilmente. Si arriva stanchi a Natale e stanchissimi a fine anno. Gli ultimi giorni sono pressoché inutili.
Quindi:
  • inizio della scuola il 1 ottobre e fine l’8 giugno. Ormai a settembre fa caldo e andare a scuola è una tortura. Oltretutto non serve a niente anche perchè le scuole hanno sempre la metà dei docenti.
  • esami di riparazione a settembre (salviamo agosto!)
  • docenti impegnati dal 15 al 30 settembre nei corsi di formazione obbligatoria e non, così durante l’anno devono pensare solo ai ragazzi.
  • le segreterie contatteranno i supplenti in questo periodo, avranno meno carico di lavoro e il 1 ottobre lo staff sarà al completo.
  • risparmio per il miur che risparmia 15 giorni di supplenze.
  • si arriva a Natale meno stanchi e quindi operativi fino alla fine.

Tornare alle ore di 50 minuti

Tornare alle ore di 50 minuti (tranne la prima ora in cui si fa l’appello). Sappiamo bene che l’attenzione non regge di più. Inoltre con ore di 60 minuti la sesta ora (13-14) è assolutamente inutile. Si potrebbe invece entrare alle 8.20 consentendo di svegliarsi in orari più accessibili e uscire comunque da scuola massimo alle 13.30 (per chi fa 6 ore). Ciò consente a tutti di preservare la salute. Mangiare alle 14 o alle 15, non fa bene, soprattutto ai bambini. Finché non si riuscirà ad adeguare lo stipendio i minuti mancanti non dovranno essere recuperati. Quando lo stato troverà i soldi allora ogni docente recupererà con disposizioni (1 ora di disposizione ogni 6 di servizio da 50′). Si può prevedere personale di accoglienza per chi, soprattutto coi piccoli, è impossibilitato a lasciarli più tardi, prenderli prima.

Registro cartaceo o elettronico? Entrambi

Reintegro del registro cartaceo (con valore legale) accanto al registro elettronico.
Il registro elettronico è un mezzo insicuro, scomodo, lento. Col cartaceo ogni notizia (che ha valore legale!) veniva scritta immediatamente (assenti, note) e qualsiasi docente poteva usufruirne all’istante, anche un docente che fa una sostituzione e non è della classe. Con il registro elettronico rimane tutto nell’etere. Se non c’è connessione gli assenti non possono essere scritti. Stessa cosa per le note. Un docente che fa una sostituzione non sa chi ha di fronte, cosa è successo. Inoltre entrare nel registro elettronico non è cosa immediata: ci sono pagine e pagine da aprire con il tempo che passa e i ragazzi si agitano, si perde tempo.Insomma.. il diario scolastico deve essere immediato e inequivocabile: cartaceo!
Il registro elettronico si può usare, ma in un secondo momento. Eventualmente si manda un bidello (aumentandone il numero totale (ridotto a 1/3 dalla Gelmini) che fa il giro delle classi e scrive gli assenti in tempi rapidi (perchè lui non deve fare lezione e badare alla classe.). Il registro elettronico può essere una bella cosa ma solo se in classe resta il cartaceo!

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