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08.09.2025

Intelligenza Artificiale a scuola in Francia, le linee guida che differiscono da quelle italiane

Carmelina Maurizio

Mentre in Italia a pochissimi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche, anche in Francia, in previsione dell’inizio delle attività didattiche a inizio settembre, il Garante della privacy francese (CNIL) ha diffuso le linee guida sull’intelligenza artificiale nelle scuole. Il Garante francese raccomanda il coinvolgimento sistematico del responsabile della protezione dei dati (DPO) prima e durante l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Il DPO fornisce supporto per valutare la conformità del trattamento e per redigere le comunicazioni da destinare a famiglie e studenti.

Sia le linee guida italiane che quelle francesi sono legate alla diretta applicazione in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea sia del regolamento sulla privacy n. 2016/679 (Gdpr) sia di quello sull’IA n. 2924/1689 (AI act) del mese di febbraio 2025.

Le Linee guida francesi

Il documento francese differisce da quello italiano, pur partendo dalla visione comune della normativa europea, si rivolge a tutto il personale e gli apprendenti, fornisce indicazioni ai docenti, contando sul programma formativo già in essere nella scuola francese da febbraio, per studenti delle classi secondarie. 

Secondo le linee guida un insegnante può decidere di adottare un sistema di intelligenza artificiale nella propria disciplina, ma non può farlo isolatamente. Inoltre, l’insegnante mantiene libertà nella didattica, ma questa si esercita all’interno di un spazio definito dal quadro normativo e dagli indirizzi scolastici. Prima di iniziare è necessario informare il dirigente scolastico, il quale avrà il compito di valutare se l’attività è compatibile con il progetto educativo dell’istituto; in alcuni casi la decisione potrebbe coinvolgere anche il consiglio d’istituto o altri organi collegiali. In merito alla tutela dei dati personali degli studenti, il docente agisce sotto la responsabilità dell’istituto scolastico, che è il titolare del trattamento dei dati. 

Per quanto riguarda il consenso dei genitori all’uso dell’IA, secondo le  Linee guida d’oltralpe non è necessario chiederlo quando si intende utilizzare sistemi di IA a fini didattici, poiché queste attività rientrano nella missione pubblica della scuola. Tuttavia, famiglie e studenti devono essere informati nel caso in cui vengano trattati i loro dati personali.

È possibile opporsi all’uso dell’IA per motivi specifici legati alla propria situazione, e la valutazione spetta all’istituzione scolastica, con il supporto del responsabile della protezione dati. Se il sistema risulta essenziale per il regolare svolgimento dell’attività didattica, l’opposizione può essere respinta.

La formazione degli studenti

Da febbraio 2025, proprio per favorire un adeguato e consapevole uso dell’IA nelle scuole francesi, sono partite diverse azioni formative rivolte agli studenti. 

Si è infatti svolto un corso e-learning obbligatorio per gli studenti di quarta e seconda, basato su PIX, una piattaforma per sviluppare e certificare le competenze digitali. L’azione formativa è stata volta a far acquisire agli studenti le basi del prompting, di comprendere le principali tipologie di apprendimento dell’AI, il loro funzionamento e le loro sfide, in particolare in termini di limiti e bias, gestione dei dati e impatto ambientale. Il corso è stato accessibile a tutti gli studenti delle scuole medie e superiori che desideravano partecipare. 

Iniziative per i docenti e non docenti

Nell’estate del 2025 è stato lanciato in Francia un invito a presentare progetti, finanziato per 20 milioni di euro da France 2030, per sviluppare un’IA aperta e evolutiva destinata agli insegnanti, che sarà disponibile dall’anno scolastico 2026-2027. Questo strumento sosterrà gli insegnanti nelle loro attività, come la preparazione dei corsi o la valutazione degli studenti.

Nel frattempo è stato portato avanti un progetto, in fase pilota, a Lione, dove è stato impiegato un assistente conversazionale basato sull’intelligenza artificiale per aiutare gli amministratori nei loro compiti amministrativi, in modo che possano concentrarsi sugli aspetti umani delle risorse umane dell’autorità educativa nazionale.

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