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11.11.2025

Intelligenza artificiale, allarme gap generazionale tra studenti e docenti: numeri emblematici

Dino Galuppi

Intelligenza artificiale, è allarme gap generazionale tra studenti e insegnanti. La percentuale dei ragazzi che utilizza strumenti GenAI è di gran lunga più alta di quella degli stessi docenti.

La sinergia tra tecnologia e scuola può rappresentare un punto di svolta, un’occasione per superare modelli legati a strutture del passato e avvicinarsi a un uso più personalizzato e dinamico dell’insegnamento ma serve equilibrio e formazione.

È forte il gap generazionale tra studenti e docenti

A rilevare i dati è una ricerca condotta da Tortuga su 274 istituti di ogni ordine e grado: 158 scuole primarie o secondarie di primo grado, 80 licei, 25 istituti tecnici e 11 professionali in 18 regioni italiane. I risultati sono molto interessanti perché rilevano le sostanziali differenze generazionali nell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale. L’indagine ha coinvolto 3.564 insegnanti di ogni ordine e grado, 294 studenti tra la prima e la quinta superiore e 156 lavoratori appartenenti alla categoria del personale dei collaboratori scolastici e del personale amministrativo.

I risultati della ricerca confermano che se da una parte sono 8 studenti su 10 a farne uso ogni settimana, la percentuale di docenti che utilizza strumenti di GenAi si ferma al 66%.

La differenza generazionale è anche nella frequenza di utilizzo di questi strumenti: un docente usa strumenti di GenAI in media una volta a settimana, mentre gli studenti due. Solo il 16% dei docenti ne fa uso tutti i giorni; la distribuzione è diversa per gli studenti: uno studente su 3 ne fa uso solo una volta a settimana, più di uno su 4 ne fa uso tutti i giorni.

Gli strumenti che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale stanno avendo enormi passi avanti in termini di qualità del risultato che offrono.

Secondo una ricerca dell’OCSE  (fonte Agenda Digitale) oggi i modelli superano la media degli studenti in lettura e scienze, e stanno rapidamente colmando il divario in matematica. L’evoluzione è stata impressionante e rapidissima se si considera che solo nel novembre 2022, GPT-3.5 era in grado di rispondere al 35% di una serie di compiti di matematica PISA, contro il 51% degli studenti, ma nel marzo 2023 GPT-4 era già salito al 40%.

Che uso ne fanno gli studenti rispetto ai docenti

Anche l’utilizzo che fanno gli studenti di strumenti AI è notevolmente diverso da quello dei docenti. Il 56% li utilizza soprattutto per controllare la correttezza delle proprie risposte, a cui seguono attività più vicine alla scrittura e alla ricerca, come l’ideazione di testi argomentativi o ricerche (47%), la produzione vera e propria di testi (41%), la risoluzione di esercizi di matematica, scienze o informatica (37%), la correzione di errori grammaticali o lessicali (27%) e, in misura minore, la creazione di mappe concettuali o il chiarimento di argomenti complessi (6.5%). L’83.5% dei docenti che usano GenAI riportano un uso minimo o moderato come ad esempio come supporto per la correzione dei compiti in classe, contro un 11% che ne fa un uso estensivo e solo un 5.5% che lo integra in maniera centrale nel proprio lavoro utilizzando in classe ed integrando tali strumenti nella didattica tradizionale.

Cosa si può fare per colmare il gap

Uno degli aspetti su cui si può lavorare è la formazione continua per i docenti così da sfatare vecchi stereotipi, addirittura il 52% crede che la GenAI sia più efficace in matematica e logica.

Secondo la stessa ricerca l’attivazione di questi percorsi di formazione potrebbe portare, ad un corpo docente consapevole, in grado di agire come mediatore critico tra gli studenti e la tecnologia, sfruttandone le potenzialità per arricchire la didattica invece che vederla come un tabu.

Le piattaforme di adaptive learning, i chatbot educativi, i sistemi di tutoring virtuale e la generative AI stanno trasformando l’insegnamento in un processo ibrido tra umano e tecnologico. Questo passaggio epocale non porterà ad una sostituzione dell’insegnante, figura imprescindibile dell’universo scolastico ma il docente stesso diventerà il regista di un ecosistema molto complesso di risorse e strumenti tradizionali e innovativi.

I dati delle ricerche confermano che l’integrazione della GenAI a scuola è un passo non solo doveroso e non rimandabile, ma richiede un forte senso di equilibrio tra innovazione e tradizione: da un lato, serve formare gli studenti a utilizzare consapevolmente questi strumenti, dall’altro, rafforzare le competenze nei docenti per elevarli al ruolo di mediatori critici.

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