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Internet: i Social network si coalizzano per tutelare i minori dalle insidie

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Nella giornata europea per la sicurezza in internet, il Safer Internet Day del 10 febbraio, ben 17 siti internet riguardanti Social network – fra i quali i noti Facebook, Myspace e Netlog – hanno firmato un importante accordo per garantire una maggiore protezione per i minori. Una richiesta che nei giorni scorsi era arrivata anche dal Telefono Arcobaleno, che nel denunciare la pedofilia on line in Europa aveva ricordato che oggi otto bambini al giorno sono in media vittime di traffico pedopornografico sul web.
L’accordo intende anche così dare una risposta concreta a quelle organizzazioni che, come Save the Children e Adiconsum, nella stessa giornata in Italia hanno diffuso i dati della ricerca “Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell`infanzia e dell`adolescenza”: uno studio secondo cui più della metà dei ragazzi italiani utilizza quotidianamente servizi web 2.0. Chiedendo, di fatto, ai gestori maggiore protezione della privacy, più informazione e protezione da contenuti inadeguati.
La ricerca – ideata e condotta dai ragazzi di due scuole secondarie di I grado e di un centro di aggregazione di Roma nel corso di un laboratorio svolto nell`anno scolastico 2008-2009, in attuazione del principio di partecipazione attiva e responsabile di bambini e adolescenti sancito dalla Convezione Onu sui Diritti dell`Infanzia e dell`Adolescenza – ha anche evidenziato che il 79% dei ragazzi e delle ragazze italiani vuole ricevere maggiori informazioni su come i “pirati” rubano le password e su come proteggerle; il 64,4% di loro chiede ai gestori che nel creare un profilo non siano obbligatorie troppe informazioni personali, mentre il 54,7% li invita a realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione sui problemi e i rischi che si possono incontrare online. Il 64% dei ragazzi propone di vietare che pubblicità per adulti sia accessibili ai minori, il 65,2% di facilitare la segnalazione di abusi e il 62,3% vorrebbe poter visualizzare un profilo prima di accettare una richiesta di amicizia.
Sulla scorta di questi risultati, Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, ha così chiesto espressamente l’intervento del mondo scolastico: “La rete – ha detto Landi – rappresenta per i giovani un`occasione di conoscenza e di socializzazione ma anche di eventuale rischio. Il monitoraggio della stessa non può essere addossata ai soli genitori, che sui nuovi media ne sanno meno dei figli. E` allora indispensabile l`ausilio della scuola e un`opera preventiva da parte degli stessi gestori”.
Tra i ragazzi va forte la messaggistica istantanea, come Msn, Skype e YahooMessanger: il 50,9% dei ragazzi e delle ragazze intervistati vi si collega quasi tutti i giorni. Seguono i servizi visualizzazione video (ad esempio YouTube) con un 48% e i social network classici (LiveSpace di Msn, NetLog, Myspace e Facebook i più utilizzati), con un 32,5%. E ben un 9% di loro, in prevalenza ragazzi, accede a servizi rivolti esclusivamente a maggiorenni, anche se solo occasionalmente. Pur restando all`interno di livello di consumo alti, i ragazzi usano molto di più i servizi di visualizzazione rispetto alle ragazze, le quali, invece, privilegiano gli altri due gruppi di servizi.
In base ai dati raccolti da Save the Children e Adiconsum, i ragazzi vorrebbero ricevere maggiori informazioni dai gestori con un linguaggio semplice e adeguato. Chiedono poi ai gestori di adoperarsi per garantire più controllo, prevenzione e protezione dall`invio di foto o altro materiale vietato o inadeguato. In primo luogo, il 74% degli intervistati propone l`attivazione di filtri all`interno del servizio stesso (e non nel pc dell`utente) che impediscano l`invio di materiale vietato. Il 64% propone di vietare che pubblicità per adulti sia accessibili ai minori e il 65,2% di facilitare la segnalazione di abusi.
A tale proposito, tuttavia, fa riflettere il fatto che la percentuale dei minori che richiede sanzioni rilevanti, quali la cancellazione del profilo e il divieto di crearne altri per chi invia foto o altro materiale vietato scenda al 52,6%, come pure che il divieto di postare materiale in maniera anonima (52,7%).
Benché il rischio dell`adescamento on-line venga chiaramente percepito da tutti, compresi gli stessi minori, la possibilità di fare nuove amicizie e nuovi incontri appare uno degli aspetti più interessanti e attrattivi, tanto spingere alcuni di loro a proporre ai gestori la creazione di luoghi fisici protetti dove gli utenti possano incontrarsi in sicurezza (47,2%). Esiste tuttavia un 26,1% che vuole gestire in assoluta autonomia eventuali incontri o non è interessato ad entrare in contatto con persone conosciute online.
Da una visione più generale della ricerca emerge infine la necessità di tutelare la propria indipendenza e autonomia di gestione. Ad esempio, si delinea il desiderio, maggiore negli utenti più esperti, di continuare a vivere le chat come luoghi comunicativi liberi da regole e limiti nella scelta del linguaggio, delle parole e di concetti da utilizzare. Nel pieno spirito di internet. Che non sembra però tenere conto dei rischi che corrono i tanti giovani che navigano sì con tanto entusiasmo, ma anche con altrettanta ingenuità.