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Invalsi 2018, soldi e felicità nei test. Uil Scuola: “le conoscenze si misurano con le suggestioni da reality?”

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La contrarietà alle prove Invalsi quest’anno, forse, ha toccato il suo apice: abbiamo infatti più volte parlato della mancanza di fiducia di docenti e alunni nei confronti dei test. Dopo le polemiche per il primo anno di prove computer based per la scuola media, anche alle elementari e alle superiori non sono mancati i mugugni e le critiche. Alle scuole superiori anche molti boicottaggi.

In questi giorni hanno riferito molti docenti di domande dei test piuttosto “originali”. Li segnala anche la Uil Scuola, che tramite un comunicato condivide le proprie perplessità in merito alla faccenda:

Q10 Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?
– Raggiungerò il titolo di studio che voglio

– Avrò sempre abbastanza soldi per vivere
– Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero
– Riuscirò a comperare le cose che voglio
– Troverò un buon lavoro

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Si tratta di un esempio fornito dal sindacato e che ha fatto già il giro del web fra i siti di docenti.

Pino Turi, segretario generale Uil Scuola commenta: “Che le prove standardizzate fossero un errore è questione ormai chiara. Se ne sono accorti anche negli States che li hanno adottati da anni, proposti al mondo intero e ora stanno tornando indietro.  Ma che potessero influenzare anche i valori di riferimento, legarli al mercato e alle logiche di consumo appare inaccettabile”.

Si tratta di una invasione nelle scelte didattiche delle singole scuole e dei singoli docenti che hanno la responsabilità di educare le future generazioni. In che modo si pensa di fornire modelli educativi agli alunni di quinta elementare con le domande proposte in questi giorni dall’Invalsi.

“Siamo preoccupati, prosegue Turi, in quanto si tratta di sovrapporre i valori del ‘basta volere per avere’ che il più delle volte, contrastano con i piani educativi della scuola che cerca di trasferire ben altri valori, come la solidarietà, l’integrazione, il collettivo, la libertà, la giustizia sociale”.

Turi conclude: “Il calo di autorevolezza del peso degli insegnati e della scuola appare frutto anche di scelte come queste. Procedure sbagliate portano a un cambiamento di valori di riferimento e al propagarsi di subculture che la scuola dovrebbe superare”.

Le prove Invalsi

Ricordiamo che dal 7 al 19 maggio a sostenere le prove Invalsi sono i ragazzi delle seconde superiori,che dovranno seguire il nuovo impianto delle prove, introdotto nel nostro ordinamento scolastico con il decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, prevede che gli studenti svolgano i test nell’arco di circa due settimane, lasciando la scelta del giorno, a eccezione delle classi campione, alle scuole.

Invece il 3 maggio sono iniziate le prove per gli alunni di scuola primaria, che si sono concluse oggi, 11 maggio. Anche in questo caso, le polemiche non sono mancate.