Home Alunni Iscrizioni 2018/19, quale scuola superiore scegliere in Puglia

Iscrizioni 2018/19, quale scuola superiore scegliere in Puglia

CONDIVIDI

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito). Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea. L’adesione delle scuole paritarie al sistema delle ‘Iscrizioni on line’ resta sempre facoltativa.

Anche quest’anno il Ministero ha realizzato uno spot di servizio per dare informazioni utili alle famiglie che sarà diffuso sui canali social del Miur e trasmesso dalla RAI negli spazi dedicati alla comunicazione istituzionale.

Per chi è ancora alla ricerca della scuola più adatta alle proprie esigenze o dell’indirizzo da scegliere, il portale di riferimento è Scuola in Chiaro, con le schede sintetiche su tutti gli istituti, i principali dati, l’offerta formativa in chiaro e i Rapporti di autovalutazione delle scuole che contengono, fra l’altro, punti di forza e obiettivi di miglioramento.

ICOTEA_19_dentro articolo

La registrazione

Per accedere al modulo di registrazione, cliccare sul pulsante REGISTRATI posto in alto a sinistra dello schermo.

Nella pagina “Registrati” occorre seguire un breve percorso:

prima viene chiesto di inserire il proprio codice fiscale e di selezionare la casella di sicurezza “Non sono un robot”;

nel passaggio successivo viene chiesto di compilare una scheda con i dati anagrafici e l’indirizzo e-mail (da digitare due volte per sicurezza);

completata la scheda, è possibile visualizzare il riepilogo dei dati inseriti. Se i dati sono corretti, si deve selezionare “conferma i tuoi dati” per completare la registrazione; altrimenti cliccare su “torna indietro” per tornare al passaggio precedente ed effettuare le correzioni necessarie.

Successivamente si riceve una e-mail all’indirizzo che è stato indicato, in cui è riportato un link sul quale si dovrà cliccare per confermare la registrazione.

A questo punto, verrà inviata una seconda e-mail con le credenziali (nome utente e password) per accedere al servizio Iscrizioni on line.

Al primo accesso al servizio viene richiesto di cambiare la password che è stata inviata via e-mail.

La password modificata deve essere di almeno 8 caratteri e deve includere: un numero, una lettera maiuscola e una lettera minuscola.

Sempre al primo accesso, l’applicazione chiede anche di confermare o integrare i dati di registrazione (abilitazione al servizio). Una volta inseriti e confermati i dati è possibile procedere con l’iscrizione.

Le novità

Fra le novità per chi si affaccia alla scuola di secondo grado, ci sono i nuovi indirizzi quadriennali sperimentali che partiranno a settembre.

Hanno avuto il via libera alla sperimentazione già 100 classi: 44 al Nord, 23 al Centro, 33 al Sud. Si tratta di 75 indirizzi liceali e 25 indirizzi tecnici. Sono 73 le scuole statali coinvolte, 27 quelle paritarie. Per altre 92 classi il Ministero chiederà al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il parere per includerle nella sperimentazione.

L’elenco completo delle cento scuole già ammesse è disponibile al seguente link (clicca qui).

Novità anche per gli indirizzi professionali, riformati da uno dei decreti attuativi della legge 107 del 2015 approvati ad aprile.

Dal 2018/2019, I percorsi saranno di 5 anni: biennio più triennio.

Gli indirizzi passeranno da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni.

Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia, in relazione all’orario complessivo, per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile.