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Istat: 12.877 suicidi in tre anni, ma otto su dieci sono uomini

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L’Istat pubblica un studio sulle malattie fisiche e mentali associate al suicidio, prendendo in esame i casi registrati nel triennio 2011-2013.

Secondo questi dati complessivamente i suicidi sono stati 12.877, dei quali 2.812 messi in atto da donne e ben 10.065 da uomini.

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A spingere le persone al gesto estremo possono essere le malattie importanti, anche se l’Istat sottolinea che non può essere stabilito in maniera netta un rapporto causa-effetto.

Circa un caso di suicidio su 5 (2.401 decessi) potrebbe essere attribuito a queste motivazioni, mentre la frequenza di stati morbosi rilevanti è più alta al crescere dell’età e nelle donne e infatti la proporzione di suicidi con morbosità associata è del 27% nelle donne e del 16% negli uomini.

In 737 suicidi è certificata la presenza di malattie fisiche tra questi, 288 persone presentano anche una malattia mentale e principalmente la depressione

 In 1.664 casi si segnala la presenza di sole malattie mentali come depressione e ansia.

 

 

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Nelle donne è maggiore la proporzione dei suicidi in presenza di malattie mentali specialmente nelle classe di età 35-64 anni (23% rispetto al 12% degli uomini) e in quella 65 ed oltre (20% contro il 10%).

Minori differenze di genere si osservano nel caso delle malattie fisiche, che si presentano con una proporzione simile per maschi e femmine fino ai 65 anni, mentre tra gli ultrasessantacinquenni risulta leggermente più alta tra gli uomini: 12% contro 10%.

Circa la metà dei suicidi avviene in casa. Tale quota risulta più elevata (57%) nel caso di suicidio associato a una malattia mentale. Il 30% dei suicidi in presenza di malattie fisiche avviene in istituti di cura.

La proporzione di suicidi con stati morbosi rilevanti è maggiore nelle aree del Nord e del Centro del Paese.