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“Italia 1940-1945”: saggio di Antonio Gioia

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Arriva in libreria, pubblicato da Tralerighe Libri, un saggio di Antonio Gioia, docente e storico, “Italia 1940-1945. Le storie di ieri e i ragazzi di oggi”.

Un manuale per le scuole, essenzialmente, dove è raccontato quell’arco temporale, breve ma intenso, in cui i destini della Nazione, per il determinarsi di vicende storiche sconvolgenti, mutarono del tutto prospettiva al popolo e impressero un nuovo futuro all’Italia, forse non immaginabile.

Cinque anni che sconvolsero il Paese:

dalla guerra a fianco dei nazisti, alla lotta partigiana, alla liberazione, al suffragio universale, alla Repubblica, alla democrazia. Un periodo importantissimo ma che talvolta, per la ristrettezza dei tempi e dei piani didattici, tanti docenti riassumono in poche righe, saltando così con superficialità imbarazzante uno dei fondamenti più granitici del nostro essere cittadini di una grande Nazione e più in generale d’Europa.

E allora le storie di ieri, suggerisce l’autore, devono diventare i punti di riferimento per i ragazzi di oggi e per questo nella prefazione del saggio vengono citati dei sondaggi, a dimostrazione che a scuola ancora tanto c’è da fare, non solo per non dimenticare, ma anche per capire e comprendere, facendo i conti con un passato che nessuno può pensare di rimuovere, pena il suo lugubre ripetersi.

I questionari

“Dalle risposte ad un questionario somministrato nel 1995 a mille giovani tra i 16 e i 24 anni, per conto del Museo ebraico di Casale Monferrato e delle Acli, risulta che  “La Notte dei cristalli ritenuta una parata militare notturna del Terzo Reich invece che una persecuzione di massa contro gli ebrei, mai sentito parlare del lager italiano alla Risiera di San Sabba, buio totale sull’ Affaire Dreyfus, i Pogrom definiti come festività o preghiere ebraiche invece che una violenza di massa antiebraica. […] Dal questionario emerge anche che il 37% degli intervistati non sa o non ricorda se in Italia furono mai promulgate leggi razziali, mentre il 24% afferma che non vi furono mai. Il 90% non sa che in Italia ci fu un campo di sterminio, con tanto di forni crematori. Il 56% ignora il ruolo di Himmler durante la dittatura di Hitler e Mengele, il lugubre “dottor morte” dei campi di concentramento, è  conosciuto solo dal 13% dei ragazzi intervistati. Infine, il 60% non ritiene che vi sia un pericolo di ritorno di fenomeni di intolleranza razziale”.

Nello stesso anno, il CERFE (Centro di Ricerca e Documentazione Febbraio ’74) conduce una ricerca sulla memoria storica della Resistenza e della Guerra di liberazione nelle giovani generazioni. Al questionario rispondono 2.019 studenti delle scuole medie superiori. Di seguito, le percentuali di risposte esatte a una serie di domande che prevedevano tre o quattro opzioni diverse: “Data dalla liberazione dal nazi-fascismo (25.4.1945): 85,3; Governo sotto il quale fu firmato l’armistizio (Badoglio): 56,8; Cos’era il CLN (organizzazione che raccoglieva le forze antifasciste): 56,1; Rappresaglia legata all’attentato di via Rasella (Fosse Ardeatine): 47,7; Stato cui i fascisti diedero vita durante la 2^ guerra mondiale (RSI): 47,0; Giorno dell’annuncio agli italiani dell’armistizio (8.9.1943): 47,0; Avvenimento a Piazzale Loreto 29.4.1945: (esposizione del cadavere di Mussolini): 46,0; Anno di ingresso dell’Italia in guerra (1940): 44,5; Nome completo dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica): 40,9; Anno di presa del potere del fascismo (1922): 40,6; Anno della caduta del fascismo come regime (1943): 37,1; Artefice della “svolta di “Salerno” (Togliatti): 33,7; Sede del governo monarchico dopo l’annuncio dell’armistizio (Brindisi): 29,1”.

Nel 1997, un’altra indagine, condotta dalle cattedre di Storia contemporanea delle Università di Milano (Cattolica), Urbino, Siena e Cagliari, mette ancora una volta in evidenza la scarsa conoscenza storica.

Su un campione di oltre 500 studenti universitari, l’89% non ha alcuna idea dell’8 settembre 1943; il 76% non conosce il significato di CLN e il 94% il significato di Gap. Il 75% riconosce la data del 25 aprile ma il 70% fornisce risposte sbagliate sul 2 giugno. Ferruccio Parri è conosciuto dal 23%  degli intervistati e solo il 18% identifica Angelo Roncalli con Giovanni XXIII. Un quarto del campione ritiene che Aldo Moro sia un magistrato nei processi contro le Br;  la strage di Piazza Fontana, infine, è del tutto ignorata”.

 

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