La vittoria delle “ragazze” del volley azzurro ai mondiali di Bangkok impone più di una riflessione.
In tanti oggi dicono che le nostre pallavoliste hanno vinto non solo per bravura tecnica e per preparazione atletica ma soprattutto per il grande spirito di squadra che hanno saputo dimostrare e che anche i non addetti ai lavori hanno potuto apprezzare soprattutto nelle ultime due partite, quella contro il Brasile e la finale con la Turchia.
E il merito di questo va anche al tecnico Julio Velasco, uno che il senso della squadra ce l’ha nel DNA, come in più occasioni ha sottolineato.
Non tutti, però, conoscono un episodio che risale a un quarto di secolo fa e che Silvana Loiero, già dirigente scolastica, segretaria nazionale GISCEL tra il 2018 e il 2022, oltre che autrice di molti testi sui temi sull’educazione linguistica, ci racconta: “Ricordo bene quando Tullio De Mauro, ministro dell’istruzione fra il 2000 e il 2001, chiamò Velasco a parlare davanti a una commissione di circa 300 persone (docenti, dirigenti, accademici, associazioni, enti locali) riunita per scrivere le nuove Indicazioni curricolari. Commissione della quale facevo parte e dunque ne parlo per esperienza diretta”.
Julio Velasco, ovviamente, non toccò né i problemi del curricolo né la questione delle competenze o altri temi strettamente pedagogici ma, come ricorda ancora Loiero, tenne tutti incollati alle sedie affrontando un tema altamente educativo: “Velasco insistette su ciò che rende un gruppo capace: spirito di squadra, ruoli dichiarati, fiducia reciproca, coesione allenata ogni giorno. In queste settimane il ministro Valditara continua a proporre l’idea di scuola che sorveglia e punisce. Al contrario oggi abbiamo bisogno di una scuola che aiuta gli insegnanti a gestire i gruppi (anche attraverso chi elabora le Indicazioni). Fra l’idea di Velasco e quella di Valditara c’è un abisso, un abisso di visione, di strumenti, di risultati. De Mauro ci aveva provato, poi le cose sono andate come sappiamo. Ma le differenze passano anche da qui: da come immaginiamo le persone, le classi, il lavoro insieme”.
“Per la verità – racconta ancora Loiero – l’incontro si svolse a Fiuggi e per andarci partimmo tutti quanti da Roma con gli autobus. Per pur caso feci il viaggio seduta accanto a lui e parlammo molto proprio della sua visione, e per me fu una straordinaria lezione di pedagogia”.