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L’altra faccia dei dati Pisa-Ocse: per la Fast giudizi troppi severi

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Nell’annunciare l’avvio del 20simo concorso ‘I giovani e le scienze’, selezione dell’Ue rivolta ai giovani scienziati e ai migliori studenti delle superiori e del primo anno di università, la Fast (la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche che riunisce 33 associazioni tecniche e più di 50 mila soci), difende il sistema scolastico italiano: “sulle conoscenze scientifiche e le capacità di lettura dei nostri studenti l’interpretazione dei dati Ocse é fuorviante”, ha detto il segretario generale Alberto Pieri.
La sua è una voce fuori dal coro di critiche e condanne per il nostro sistema scolastico, a seguito della pubblicazione dei dati dell’inchiesta Pisa dell’Ocse che collocano l’Italia al 36esimo posto (9 posizioni in meno rispetto a tre anni prima), risultando così terzultimi nell’Ue e tra i peggiori dei paesi del G7. E’ poi un dato di fatto che in Italia il rapporto tra laureati e popolazione sia tra i più bassi dei Paesi sviluppati: solo il 12,5% contro valori superiori al 40% nei grandi stati europei come Francia, Germania, Regno Unito; e addirittura il 52% in Canada. E ancor peggio, i dottori in discipline scientifiche sono solo il 7% rispetto al 14% nelle altre nazioni.
Numeri a parte, secondo Pieri i mass-media (televisioni, radio e giornali) avrebbero però dato troppo risalto a questo tipo di notizie trascurando gli aspetti positivi della scuola italiana: “in Italia – ha detto il segretario – ci sono molti ragazzi davvero bravi e scuole di eccellenza. I nostri giovani vincono o primeggiano nelle più importanti gare internazionali, come le varie Olimpiadi di matematica, informatica, fisica e chimica. I più promettenti ricercatori di prestigiosi laboratori internazionali vengono dall’Italia. Purtroppo di questo si parla e si scrive poco; i media non svolgono un ruolo propositivo per valorizzare le tante positività che esistono e che potrebbero provocare emulazione intelligente”.
Per la Fast un concorso come ‘I giovani e le scienze’, a cui i nostri giovani hanno sempre ben risposto, rappresenterebbe la prova che i nostri giovani non sono solo quelli dipinti dall’indagine internazionale triennale: il 72% di quelli che inviano le ricerche alla Fast dichiarano di preferire corsi universitari tecnico-scientifici; addirittura il 98% dei finalisti. Il 62% conferma di aver modificato la scelta della facoltà universitaria grazie al concorso dell’Unione europea.
“Le ragazze e i ragazzi che aderiscono al progetto della Fast e presentano i loro contributi – spiega Pieri – non hanno niente di straordinario o di diverso dagli altri: fanno sport, si divertono, hanno una vita sociale normale. Ma dimostrano acume, curiosità, capacità di riflessione; chiedono, approfondiscono i loro dubbi, usano al meglio il tempo libero, inventano, realizzano. E fanno lavori davvero interessanti”.
“Personalmente – continua il segretario della federazione scientifica – credo sia ora di smetterla di livellare al ribasso la scuola per falso egualitarismo: come in tutte le esperienze umane, le persone presentano capacità diverse. A tutti va data l’opportunità di studiare. Ma al contempo si devono valorizzare le eccellenze che esistono o potenziali e incoraggiare i migliori talenti. Il nostro futuro dipende anche da queste scelte”.
Il concorso dell’Unione europea per giovani scienziati intende incoraggiare gli studenti a frequentare facoltà tecniche, sia individuando i migliori allievi che stimolandoli al confronto. La manifestazione coinvolge centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi di 33 paesi dell’Ue; attraverso le selezioni vengono scelti i circa 120 finalisti che si sfidano nella finale comunitaria che nel settembre 2008 si svolgerà a Copenhagen.
L’edizione 2008 del concorso si avvale dei contributi di Sanofi Aventis, Fondazione Lombardia per l’ambiente, Progetto per la divulgazione scientifica del ministero Università e ricerca. I patrocini sono della presidenza del Consiglio dei ministri, ministero Pubblica Istruzione, comune e provincia di Milano. L’evento, che la Fast riesce a organizzare grazie anche al contributo della Fondazione Lombardia per l’ambiente e Sanofi-Aventis, coinvolge i migliori studenti delle superiori e del primo anno di università; promuove la cooperazione e gli interscambi; mira a divulgare la dimensione europea della ricerca. I partecipanti hanno la possibilità di conoscere e confrontarsi con colleghi di altre nazioni, con medesimi interessi. In questo senso, la Commissione europea, attraverso la Dg Ricerca, stimola gli sforzi per invogliare i ragazzi a cimentarsi nelle tematiche tecnico-scientifiche dei più svariati settori. Solo i vincitori delle competizioni di ogni singolo stato concorrono per la finale europea e per gli altri eventi.
Il concorso è riservato agli studenti, in gruppi di non più di tre persone o singoli, con più di 14 anni il 1° settembre e meno di 21 anni al 30 settembre 2008. 
Tra i progetti consegnati alla Fast entro lunedì 25 febbraio 2008 la giuria ne sceglie almeno 20 che vengono invitati a presentare i loro lavori nell’esposizione prevista il 13-15 aprile 2008 a Milano. Solo tra questi vengono scelti quanti vanno arappresentare l’Italia nei più importanti avvenimenti internazionali: Copenhagen per la finale europea; Stoccolma per il premio Acqua, Reno negli Stati Uniti per Isef Intel , Budapest per Milset, Londra per il festival della scienza ed altro ancora.
 
Bando del 20° concorso I giovani e le scienze: 
www.fast.mi.it