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E’ un problema di tanti disabili: l’esempio dell’Ipsia Magarotto per sordi di Roma

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Il problema di Niccolò, a quanto risulta alla ‘Tecnica della Scuola’ non è isolato: la mancata assegnazione di figure di supporto alla didattica è ormai generalizzata, soprattutto alle superiori. A Roma, ad esempio nell’istituto statale superiore speciale per sordi Antonio Magarotto, i tagli dell’amministrazione centrale alla Provincia capitolina, fornitrice del servizio, hanno portato al taglio del 40% di assistenti alla comunicazione.

Con il risultato che i docenti dell’istituto, che sono specializzati e quindi privi del collega di sostegno, si ritrovano da soli in classi con gruppi di sordi-udenti (nella scuola vige un programma di integrazione) che possono raggiungere anche le 10-12 unità. Con l’aggravante che spesso nel gruppo-classe vi sono anche studenti con Programmazione educativa individualizzata. È evidente che un docente da solo non può essere in grado, benché specializzato, nell’affrontare un quadro didattico e formativo così eterogeneo e complesso, con esigenze troppo particolari.

 

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I genitori degli alunni disabili, non di rado alle prese anche con altre patologie e con gravi problemi di apprendimento, hanno già in più di un’occasione espresso il loro disappunto, protestando a scuola e alla provincia. Anche l’Istituto ha fatto i suoi passi. La provincia di Roma, dal canto suo, ha promesso di incrementare il numero di assistenti: in questi giorni ne è stato aggiunto uno. All’appello ne mancano ancora una decina. E intanto un terzo dell’anno scolastico è già alle spalle.

 

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