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La Confsal chiede trasparenza sulle deleghe sindacali anche nel settore privato

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Nigi parla di “fenomeno di ‘dilatamento’ dei dati che porta a circa 4 milioni il numero dei lavoratori iscritti in più su un numero dichiarato complessivo di oltre 20 milioni di iscritti (solo Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Ugl dichiarano ufficialmente 16.671.308 iscritti)”.
“Questo fenomeno  – sottolinea segretario generale dello Snals Confsal – si nutre dell’opacità sui numeri consentita dalla pratica dell’autocertificazione nel privato. Nel pubblico impiego questo non accade perché l’Aran certifica le deleghe sindacali sigla per sigla”..

 Marco Paolo Nigi ha concluso affermando che “occorre porre termine a questa discrezionalità che ha portato alla ribalta mediatica sigle sindacali più che modeste per numeri, ma molto supportate politicamente. Non è un caso che si consideri soddisfacente ed esaustivo in termini di rappresentanza e rappresentatività il tavolo messo in piedi sulla riforma del mercato del lavoro, in quanto comprensivo delle maggiori confederazioni. Ma la realtà è diversa e abbiamo dovuto constatare, con rammarico, che così facendo si è venuti meno al principio della democrazia sindacale, preferendo coinvolgere una confederazione meno rappresentativa, escludendone una, come la Confsal, molto più rappresentativa. Noi non portiamo avanti un discorso di esclusione di un sindacato piuttosto che di un altro, ma esigiamo che al tavolo si siedano le organizzazioni che possono certificare la loro reale rappresentanza e quindi la loro rappresentatività”.