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22.12.2025

La criminologia entra in classe: l’iniziativa del liceo “Lombardo Radice” di Catania

Una curvatura in “criminologia”, unica in Sicilia. È l’iniziativa messa in atto dal liceo “Lombardo Radice” di Catania, che verrà avviata a partire dal prossimo anno scolastico. A promuoverla è stato il dirigente scolastico Gianluca Rapisarda più volte ospite de La Tecnica della Scuola – in costante collaborazione con il collegio docenti.

L’iniziativa del liceo “Lombardo Radice”

Un percorso frutto di un intenso lavoro di preparazione, sottolineano dal “Lombardo Radice”. “Sono stati avviati corsi di perfezionamento o aggiornamento per i docenti”, si legge in una nota dell’istituto, “ed è stata costituita un’apposita commissione, coordinata dalla vicaria prof. Mattea Bisignani che, dopo vari confronti ed approfondimenti in materia, ha predisposto il piano di studi della nuova curvatura in criminologia“.

Il dettaglio delle ore supplementari

A partire dal prossimo anno scolastico, come detto, gli studenti e le studentesse che si iscriveranno a questo innovativo indirizzo potranno usufruire di un incremento di 3 ore settimanali al biennio, distribuite nelle seguenti discipline: elementi di statistica criminologica (primo anno e secondo anno, classe di concorso A027), potenziamento del corso di matematica; elementi di diritto penale e criminologia (primo e secondo anno, classe A046), potenziamento del corso di diritto ed economia; sociologia della devianza e criminalità (secondo biennio e quinto anno, compresenza A046 e A018).

Focus su disagio sociale, devianza e criminalità

Nel triennio, informano inoltre dall’istituto, sono previsti ulteriori moduli specifici che non richiedono un incremento orario, e che possono essere svolti all’interno degli insegnamenti di Scienze Umane di Diritto ed Economia politica. “Nel secondo biennio e nel quinto anno, la curvatura proseguirà con i Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, ndr) progettati su tematiche relative al disagio sociale, devianza e criminalità, che prevedono incontri con esperti che operano nei servizi sociali comunali, in comunità terapeutiche ed educative oppure in centri antiviolenza, finalizzati a mettere in atto azioni di contrasto o di prevenzione del disagio“.

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