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La crisi di governo mette a rischio i provvedimenti sulla scuola?

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Solo pochi giorni fa il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza intervistata a Sky Tg24, alla domanda sui rischi di una crisi di governo, ricordava il buon grado di collaborazione che esiste tra i vari ministri e in materia d’istruzione, ha tenuto a sottolineare che i provvedimenti presi sono il frutto del confronto e del dialogo tra le varie componenti del governo.
Il ministro Carrozza in un momento di grave incertezza politica e di un serio rischio di crisi di governo, ci tiene a fare comprendere l’importanza nevralgica di un rinnovato patto di coalizione, che, a suo avviso, è fondamentale per decidere come andare avanti.
Il ministro di viale Trastevere si trova in totale sintonia con Enrico Letta, e pensa che occorra, in vista della legge di stabilità, definire le strategie per proseguire con le larghe intese.
Secondo la Carrozza, minacciare dall’esterno, come fanno alcuni politici del Pdl, non serve a niente. Il responsabile del Miur ci tiene a fare sapere che in consiglio dei ministri c’è un clima di collaborazione, grazie al quale si è riusciti a varare decreti importanti. Nel campo dell’istruzione, conclude il ministro nella sua intervista a Sky tg24, sono stati presi provvedimenti che sono il frutto della collegialità del governo. In consiglio facciamo i ministri.
Appena ieri dalle dichiarazioni del ministro Carrozza, abbiamo colto tutta la preoccupazione del momento, che non preannuncia nulla di buono per le sorti del Paese e della scuola. Infatti ieri il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, durante il Consiglio Ue sulla competitività tenutosi a Bruxelles, si è detta particolarmente preoccupata per la probabile crisi di governo minacciata dal PDL, ed ha affermato con dispiacere che non è facile rappresentare l’Italia in questo momento. Oggi, dopo la nota dei cinque ministri del PDL che ritengono non esistere più le condizioni per restare nell’esecutivo, il ministro Carrozza si dice dispiaciuta soprattutto per quello che potrebbe comportare questo gesto sui provvedimenti sulla scuola rimasti in sospeso e non definitivamente approvati, e si trova in totale sintonia con il primo ministro Letta, che pretende un chiarimento in Parlamento, alla luce del sole, di fronte ai cittadini. Adesso, è opinione diffusa, che bisogna evitare di perdere il tanto lavoro svolto per fare approvare il decreto 104 sulla scuola. Perché ciò avvenga bisogna sperare che si trovi all’interno del Parlamento un’altra maggioranza in grado di dare la fiducia ad un altro esecutivo che salvi capra e cavoli.