“La scuola diventi il riferimento di un territorio che non ha paura di cambiare, bisogna mettersi a disposizione dei nostri giovani e investire sulla prima infanzia, per far capire sin da subito ai bambini che sono parte di una comunità”: a dirlo è stato Patrizio Bianchi, ex ministro dell’istruzione, ospite a Udine per un report sulle attività educative della città.
Bianchi ha tenuto a ribadire i concetti che ha portato avanti durante il suo mandato al dicastero dell’Istruzione, prima che a Viale Trastevere arrivasse Giuseppe Valditara: nella società moderna, ha sottolineato, “ci vogliono apertura, inclusività e affettuosità“, valori che la scuola deve necessariamente coltivare e trasmettere alle nuove generazioni.
Secondo l’ex ministro, “le scelte illustrate oggi – ha detto riferendosi all’incremento di risorse nell’educazione da parte del capoluogo di Provincia – dimostrano che il Comune di Udine ha imboccato una direzione giusta: investire sull’educazione significa investire sul futuro della comunità“.
Quindi, Bianchi ha dichiarato che gli Enti locali devono avere chiaro un obiettivo: costruire una città coesa, solidale, in grado di crescere insieme e di contribuire allo sviluppo del territorio e tutto questo “non è solo una scelta amministrativa, ma una responsabilità democratica”.
Durante l’intervento, l’ex titolare del ministero dell’Istruzione ha detto che “bisogna avere la forza e il coraggio di vedere lontano e di costruire una comunità, nel momento in cui quella comunità sta così profondamente cambiando”.
Quindi, Patrizio Bianchi ha cercato di rafforzare la sua posizione attraverso dei numeri impietosi: “una società in cui per ogni bambino ci saranno quattro persone anziane – ha sottolineato – non potrà essere sostenuta da individualismi, solitudini e divisioni. Avrà bisogno, come state facendo qui, di legami più forti, di servizi educativi più inclusivi e di una comunità capace di riconoscersi in un destino comune“, ha concluso.