Home Attualità La Crusca e il “cane da scendere”

La Crusca e il “cane da scendere”

CONDIVIDI

“Scendi il cane” o “esci la sedia”, insieme ad espressioni simili, in cui il verbo intransitivo diventa transitivo, sono possibili?

La Crusca e l’equivoco

A quanto pare l’Accademia della Crusca non ha cambiato idea, scrive l’Agi, e gli insegnanti devono stare tranquilli: potranno continuare a correggere gli studenti che scrivono “esci la sedia”.

La polemica

La polemica è iniziata quando un accademico, alla domanda se fosse lecito costruire il verbo sedere con l’oggetto diretto di persona: ad esempio “siedi il bambino”, ha così risposto: “Diciamo che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali”.

ICOTEA_19_dentro articolo

Precisazione

Ed ecco che la Crusca precisa: “Il problema è che ogni vota che si trasferisce un discorso scientifico sottile su un piano mediatico si producono risultati perversi”. L’accademico “ha guardato con simpatia a una spinta innovativa che trasferisce un modo di dire popolare, accettandola nell’eccezione della quotidianità e delle situazioni familiari. Naturalmente se viene trasportato nella grammatica della scuola nascono dei problemi perché l’insegnante sarà comunque chiamato a correggere quelle forme nell’italiano scritto e formale”.

In altre parole, riporta sempre l’Agi, si può sorvolare nel linguaggio parlato, ma bisogna assolutamente correggere nell’uso formale e non c’è da preoccuparsi: orrori come qual è con l’apostrofo non saranno mai sdoganati.

Tra scritto e orale c’è di mezzo il mare

“I fatti di grafia rientrano totalmente in un livello convenzionale perché la lingua scritta, a differenza di quella parlata, non nasce spontanea, ma è regolata. Di fronte alle tendenze del parlato il linguista è sensibile perché tenta di cogliere il mutamento in atto, ma il grammatico no e si erge a limite invalicabile”.