“Dislessia: la voce nascosta delle parole”, Erickson, 13,00 €, di Monica Sabella, è uno di quei saggi attorno a una materia ostica che però è resa però fruibile con parole semplici, esempi immediati e argomentazioni facili da individuare e consultare, tanto da potere dire proprio: spiegata ai ragazzi.
Parliamo infatti di una sorta di manuale alla portata di tutti, ma non perché manca di scientificità, cioè di approfondimenti appropriati per un tema tanto delicato, sentito e complesso, ma per il semplice fatto che è spiegato con proposizioni chiare, un vocabolario essenziale e privo di orpelli e per tale motivo è diretto a chi è interessato oggettivamente al problema.
Un linguaggio semplice insomma per un tema complesso, e per ciò è rivolto anche ai genitori, ma certamente soprattutto ai docenti che devono affrontare il problema di certi loro alunni ogni giorno, e quindi pure, in qualche modo, agli stessi alunni che capisco di non trovarsi a proprio agio durante la lettura, per cui possono rintracciare e spiegarsi, dove è possibile, parte dei loro problemi.
35 capitoli, brevi ma incisivi, in cui tutte le tematiche riguardanti questa condizione vengono messe in luce, considerato fra l’altro che solo da pochi decenni il problema è emerso, e anche per rendersi conto delle difficoltà che la questione pone , comprese le possibili strategie, per venirne a capo.
Disturbo poco conosciuto, l’autrice spiega, utilizzando anche esperienze personali ed esempi illuminanti, cosa comporta essere dislessici, come si manifesta e quali strumenti adottare per aggirare la dislessia, puntando, per esempio, soprattutto sulla compresenza fra scuola e famiglia, sulla loro sinergia stabile, anche perché questo disturbo è pure causa di particolari interferenze nella fera emotiva dei ragazzi, intaccando l’autostima, spingendo all’isolamento e pure lasciando scoperto il financo al bullismo.
Un saggio dunque col quale si vuole, per un verso rompere certi pregiudizi e per l’altro restituire una certa benevolenza a chi è afflitto da questo disturbo specifico dell’apprendimento, mentre si dà conto delle sue prime manifestazioni, quali la fatica nel riconoscere le lettere, la lentezza nella lettura, la confusione tra suoni simili, mentre vengono evidenziate le potenzialità dei ragazzi dislessici insieme ai supporti didattici che possono aiutarli, come le mappe concettuali, audiolibri e software di supporto.
In altre parole, un libro col quale si dimostra, con linguaggio semplice e chiaro, che la dislessia non significa incapacità del ragazzo a seguire le lezioni, abulia, scarso interesse, come finora si è pensato, ma più semplicemente un diverso modo di apprendere, di intendere il mondo e per tali motivi è fondamentale cambiare prospettiva.
Oltre a essere un saggio, questo libro appare come un sostegno didattico rivolto ai prof per aiutare i loro alunni a non sentirsi emarginati e un emotivo in più per i genitori a sostenere le difficoltà dei figli