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La formazione post-universitaria passa anche per i master all’estero

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Internazionalizzare la formazione post universitaria, al fine di preparare gli studenti al mondo del lavoro in un’ottica di apertura, confronto e arricchimento verso esperienze e culture diverse. E’ la conclusione cui sono giunti lo scorso 17 novembre i presenti alla tavola rotonda “Università e nuove professioni. La comunicazione alla prova dei mercati internazionali”, svolta a Roma presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza”. Il dibattito è stato ravvivato dall’analisi delle competenze e dei saperi necessari ai comunicatori per confrontarsi con il mercato attuale del lavoro. Prima degli interventi dei vari relatori, è stata presentata la Summer School, scuola estiva di specializzazione organizzata dalla Facoltà romana in collaborazione con la Fox School of Business and ManagementdellaTemple University di Philadelphia, assieme a cinque master organizzati per l’anno accademico appena iniziato: secondo gli organizzatori si tratta di un “ponte ideale” fra due culture, quella italiana e quella statunitense.
“La formazione universitaria e post-universitaria deve travalicare i confini delle singole nazioni in un’ottica che deve necessariamente essere sempre più globale e interconnessa”, ha detto Mario Morcellini, preside della Facoltà e tra i promotori di alcuni master e scuole estive all’estero. “Queste esperienze e questi nuovi progetti – ha spiegato Morcellini, riflettendo su criticità e punti di forza dell’esperienza formativa post lauream – rappresentano il punto di partenza per valorizzare la dimensione internazionale dell’offerta didattica di Facoltà”.