Home Precari La legge di Stabilità e l’assunzione dei precari. Cosa ne pensa l’Europa?

La legge di Stabilità e l’assunzione dei precari. Cosa ne pensa l’Europa?

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Reuters Italia ci informa al proposito che “la Commissione europea non lascia trapelare al momento se invierà o meno all’Italia una lettera sul documento programmatico di bilancio entro mercoledì prossimo, 22 ottobre, ma le recenti dichiarazioni del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, confermano di fatto che le consultazioni con Bruxelles sono in corso e che la lettera indirizzata a Roma ci sarà.

Questo equivale a dire che l’Italia è in seria violazione dei suoi obblighi di bilancio e che quindi dovrà rimettere mano al documento che Bruxelles rinvierà perchè venga emendato. Si tratterebbe di una prima volta da quando nel 2013 la Commissione ha introdotto le nuove norme sulla disciplina di bilancio dei paesi della zona euro”.

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Perché a quanto pare l’Italia la fa sempre grossa ed è spesso inosservante degli obblighi di politica finanziaria.

Continua Reuters Italia: “Le norme contenute nel regolamento 473/2013, parte del cosiddetto Two-Pack, stabiliscono che la Commissione europea esprime un’opinione sui documenti programmatici di bilancio dei paesi della zona euro “entro il 30 novembre” di ciascun anno (quest’anno avverrà il 15 novembre). In casi eccezionali, cioè in quelli di “un’inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria”, la Commissione prende contatto con gli stati inadempienti “entro una settimana dalla presentazione del progetto di documento programmatico di bilancio”, cioè, nel caso di quest’anno, entro mercoledì 22 ottobre. Dopodichè la Commissione è tenuta ad adottare un parere sul documento programmatico entro il 29 ottobre.”

Verrà richiesta una modifica del progetto di bilancio? Il punto è che il parere non può essere positivo in assoluto, in quanto è espresso proprio per spiegare il perchè un paese sia in seria violazione delle regole di bilancio. “Nel parere la Commissione chiede che sia presentato un progetto riveduto di documento programmatico quanto prima e comunque entro tre settimane dalla data del suo parere”, si legge nel regolamento del Two-Pack. Padoan ammette quindi di fatto che la Commissione chiederà un documento programmatico rivisto e rimanderà quindi al mittente l’attuale documento programmatico, approvato dal governo italiano lo scorso 15 ottobre.

Cominciano iter preoccupanti. Ma d’altronde, come abbiamo sottolineato più volte, la coperta è corta. L’Italia è uno stato in profondo deficit e sbandierare stanziamenti stratosferici è solo voler mascherare una realtà profondamente difficile.

Ci potrebbero essere anche dei giochi politici sottesi: “La Commissione al momento non si esprime ufficialmente sull’inizio delle consultazioni, vista anche la complessa transizione tra la leadership di Josè Manuel Barroso e il presidente eletto Jean-Claude Juncker, che si dovrebbe insediare a inizio novembre. Juncker ha bisogno del voto positivo del Parlamento europeo, atteso per mercoledì prossimo a Strasburgo, per insediarsi. E dal politico lussemburghese è atteso un approccio più morbido rispetto a quello che starebbe meditano il leader portoghese uscente.”

Inoltre “il giudizio sull’Italia inoltre non potrà prescindere da quello che verrà attribuito ai conti della Francia, che ha rinviato di altri due anni, al 2017, il ritorno del deficit/Pil sotto quota 3%. Un attacco all’Italia infatti non potrebbe giungere senza un’analoga mossa nei confronti della Francia.”

Il parere espresso dall’UE, però, lo ricordiamo, non sarà vincolante. E noi alla violazione delle regole di bilancio siamo abituati. E anche ai debiti eccessivi. E purtroppo siamo anche una nazione che s’allarga parecchio, anche quando economicamente non può.Speriamo che, nel solito “Ce lo chiede l’Europa”, non ci vada di mezzo l’assunzione dei precari della scuola. Sarebbe una triste avanzata turca e ritirata spagnola che i supplenti non meritano.