Home Attualità La maestra non va licenziata: così l’associazione degli avvocati progressisti

La maestra non va licenziata: così l’associazione degli avvocati progressisti

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Secondo i Giuristi democratici bisogna sospendere “il procedimento disciplinare contro la maestra che ha augurato la morte ai poliziotti”.

“Quel che indigna non è l’incitamento alla magistratura ad appurare l’eventuale commissione di reati: ciascuno è libero di farlo – meglio se tramite esposto che via Twitter -, ma l’intenzione di colpirla nella sua vita lavorativa, ponendo definitivamente fine al suo difficile e precario percorso lavorativo. E ciò al di là di qualsiasi eventuale processo e di qualsiasi condanna”, scrivono nel comunicato che è possibile leggere su La Repubblica.

“Ciò che ha segnato la costituzionalizzazione del rapporto di lavoro è la sua contrattualizzazione: il lavoratore non vende più se stesso ma solo le attività indicate nel contratto e nell’orario ivi previsto, restando irrilevante la sua vita extralavorativa – aggiungono i Gd – Lavinia Flavia Cassaro, in una situazione di esasperazione (erano in corso cariche contro i manifestanti antifascisti), si è lasciata andare a un non condivisibile sfogo rabbioso: se verrà rilevato in ciò una condotta giuridicamente rilevante, ne risponderà all’esito del relativo processo”.

Anche Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, difende la maestra vittima di “un ignobile e delirante linciaggio mediatico e politico-elettorale”.

Solidarietà con la maestra

Ma solidale con la maestra ci sono pure, scrive Repubblica, il gruppo “cattive maestre”, Potere al Popolo e i centri sociali.

“Noi Flavia la conosciamo, frequenta la Palestra Popolare e diverse iniziative del Gabrio e del movimento, e siamo solidali con lei per la flagellazione che le stanno infliggendo”.

Stop al provvedimento

In ogni caso i giuristi democratici chiedono uno stop al provvedimento: “Licenziarla ora significherebbe invece solo mediaticamente segnare un’equidistanza tra fascismo e antifascismo, tra chi spara e chi grida a volto scoperto e mani nude, e questo non è accettabile concludono – I Giuristi Democratici auspicano quindi l’immediata sospensione del procedimento disciplinare”.