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La matematica è davvero la disciplina più odiata dagli studenti? Rocco Dedda spiega come i numeri possono rendere felici

Gabriele Ferrante

Matematica felice è a prima vista un chiaro ossimoro per (quasi) tutti. Com’è possibile che questa disciplina, tra le più ostiche per gli studenti di mezzo mondo, possa essere associata all’idea di felicità?  Lo spiega Rocco Dedda, docente di matematica e fisica, content creator, scrittore e divulgatore scientifico molto attivo e conosciuto sui social. Il docente influencer sarà presente all’ottava edizione di Focus Live, il Festival del sapere ideato e organizzato dal mensile Focus, che l’anno scorso ha coinvolto oltre 18.000 persone. In programma al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano dal 7 al 9 novembre, con tre giorni di incontri, laboratori ed esperienze, la manifestazione – come dichiarato dal direttore di Focus al sito engage.it – ha quest’anno un tema particolare, un unico filo conduttore: la passione.

E di certo la passione non manca a Rocco Dedda, attualmente in servizio al Liceo Scientifico “Da Vinci” di Pescara e presso l’Università degli studi di Foggia come docente a contratto, che il 7 novembre, alle 11.30, terrà un seminario dal titolo “La matematica della felicità”. Anzi, più che un seminario una conferenza-spettacolo, come è definita nel programma di Focus Live, che esplora il rapporto che gli studenti instaurano con la matematica, spesso complesso e conflittuale. Attraverso aneddoti, esperienze vissute in classe e riferimenti storici, il pubblico scoprirà dove la matematica è concretamente utilizzata nella vita quotidiana, perché può risultare così faticosa da comprendere e come si può imparare ad amarla. Una presentazione, si legge ancora sul sito del Festival, che si rivolge direttamente a studenti, docenti e appassionati, dimostrando che è possibile trovare bellezza e passione anche in questa disciplina apparentemente ostica.

Ispirata al suo saggio – “La matematica della felicità” – pubblicato nel 2023 da Piemme, Dedda dovrà convincere il suo pubblico che la matematica può e deve essere per tutti e che esiste, per l’appunto, una matematica che dà gioia. Come scrive, infatti, nell’introduzione del libro, questa materia deve essere caratterizzata da un linguaggio comprensibile rispetto alle sue evoluzioni nel tempo e studiata a partire da una serie di contenuti che evidenzino le sue applicazioni trasversali in altri ambiti e discipline.

Purtroppo, continua Dedda, complice una scorretta impressione di essere “per natura” incapaci di capirla, alcuni possono convincersi che la matematica non serva o che non valga la pena studiarla.

A questo proposito, come precisato da Focus.it, nel testo si riflette – come si rifletterà durante il seminario del 7 novembre – su come la matematica entri nella vita quotidiana più di quanto immaginiamo: nella cucina, nella musica, nella psicologia, nella letteratura e persino nei viaggi. L’obiettivo è mostrare come il linguaggio matematico possa uscire dal formalismo per diventare uno strumento vivo, utile, connesso alla realtà.

Per raccogliere questa sfida, per fare in modo che la matematica si trasformi da materia ‘infelice’ a disciplina ‘felice’, Dedda offre tanti spunti, chiarimenti e riflessioni partendo dalle sue applicazioni: dall’ambito tecnico all’arte, dalla musica alla letteratura, nella consapevolezza che la sfida si vince sul piano della comunicazione: trovo vantaggioso – dice Dedda nel suo libro – “scardinare” la matematica nella fase di condivisione, spiegandola in modo da chiarire il più possibile il linguaggio che la caratterizza, i contenuti che tratta e i loro collegamenti.

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