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La musica in testa: l’ex Ministro Berlinguer organizza un workshop su suono e scienze

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Tre giorni di scienza, musica e apprendimento. Ma anche di incontro, dialogo e confronto per esplorare i rapporti fra suono, scienze fisiche e cognitive, e modalità di comprendere i concetti: si tratta del workshop interdisciplinare ‘La musica in testa’, in programma a Trieste dal 13 al 15 gennaio 2009. Presentato il 17 dicembre presso la direzione centrale dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, il programma di confronto e aggiornamento nasce con l’intento di ridare valore all’apprendimento della musica e delle scienze nelle scuole tenendo in considerazione le più recenti acquisizioni scientifiche.
La tre giorni è stata fortemente voluto da Luigi Berlinguer, presidente del Gruppo di lavoro interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica: “l’emozione e la curiosità – ha detto l’ex Ministro dell’Istruzione – sono componenti essenziali dell’apprendimento, sono le molle che lo spingono e lo alimentano. Niente emoziona più della musica che è, insieme, gioia e fatica; niente incuriosisce più del mondo della natura che la scienza disvela. Oggi è così che si rinnova la scuola”.
Secondo Berlinguer è poi “scientificamente provato quanto la musica faccia bene ai ragazzi, non solo dal punto di vista culturale, come componente della formazione di base, ma anche cognitivo. Chi studia musica ha infatti ricadute positive anche nelle altre materie. La musica per i bambini e i ragazzi è libertà: non attende di essere impartita autoritariamente per imporsi. I nostri studenti chiedono che la scuola impari a rispondere al loro naturale e profondo bisogno di musica e di scienze. E la scuola non può sottrarsi a questa chiamata”.
Non a caso nel predisporre il programma gli organizzatori hanno considerato soprattutto le esigenze del mondo dell’istruzione, ma anche della ricerca e della formazione in campo scientifico e musicale; è prevista la partecipazione di oltre 150 insegnanti – i referenti regionali della rete per la diffusione della pratica musicale e dei nuclei per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica – provenienti da tutta Italia. È inoltre aperto a tutte le scuole, insegnanti e studenti, di ogni ordine e grado della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. “Attraverso una serie di interventi, volti a stimolare il confronto e il dibattito, La musica in testa – si legge in un comunicato emesso dagli organizzatori – vuole mostrare come si può imparare la scienza attraverso la musica e imparare la musica tenendo in considerazione i suoi aspetti scientifici. Ma soprattutto, alla luce delle recenti scoperte nell’ambito delle neuroscienze cognitive, in particolare su ciò che riguarda le basi dell’apprendimento, il rapporto tra scienza e musica, e più in generale tra scienza e arte, può contribuire a migliorare l’insegnamento nelle scuole italiane. Lo stesso sviluppo della sfera emotiva può avere un impatto importante sui processi di apprendimento. Come faceva notare già alla fine del XVI secolo Vincenzo Galilei, padre di Galileo Galilei, la musica è una trasmissione di suoni, artisticamente modulati, in un ambiente fisico; quindi linguaggi diversi che comunicano e interagiscono tra di loro. Riallacciando i rapporti tra musica e scienze naturali anche a scuola, sperimentando percorsi interdisciplinari d’insegnamento, è forse possibile superare la distanza tra le due culture, quella umanistica e quella scientifica e stabilire un percorso comune di studi”.
Dello stesso avviso è Stefano Fantoni, direttore della Sissa, per il quale i giovani studenti devono essere avvicinati ad interessi ed arti che ‘allargano’ la mente: “è fondamentale – ha detto Fantoni – che il mondo della ricerca si interessi alle scuole superiori, ambienti in cui si formano i cittadini e gli stessi scienziati di domani – afferma In particolare una scuola superiore come la nostra, che ha fatto della sperimentazione la sua missione, non solo deve dialogare con ragazzi e insegnanti, ma anche sostenere e promuovere i percorsi innovativi e le nuove idee nella formazione scientifica”.