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La refezione scolastica non è un diritto. Ma neanche trovare nella pizza un pezzo di ferro

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Il Comune di Corsico, nel Milanese, due anni fa aveva deciso di non ammettere al servizio mensa delle scuole comunali i figli dei genitori morosi, ossia che non avevano versato il contributo per quel servizio.

Il ricorso

A seguito di quella decisione fu presentato un ricorso da parte dei cittadini, di un’associazione e di alcuni genitori (ma non quelli morosi) contro la delibera del Comune che non “ammetteva ai servizi scolastici comunali” i bimbi “appartenenti a nuclei familiari che presentino morosità”, “fatti salvi i casi di comprovata e documentata condizione di gravità socio-economica della famiglia.

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I giudici del Tar della Lombardia hanno però dichiarato “inammissibile”  il ricorso.

Infatti per il tribunale amministrativo, prima di tutto, coloro che hanno depositato il ricorso non erano ‘titolati’ a farlo e poi, aggiunge, il servizio di “refezione scolastica” non rientra nel “diritto all’istruzione”, ma è solo “strumentale all’attività scolastica”.

Una delibera presa, ricorda il Tar, “nel solco” di una decisione già attuata dal Comune nel 2015, quando si era saputo che circa 500 bambini sarebbero stati esclusi dal servizio mensa.

La morosità

I giudici fanno inoltre notare che i ricorrenti non versano “in situazione di morosità nei confronti dell’Amministrazione” e, dunque, non erano legittimati a ricorrere, anche se lamentavano una violazione del “diritto all’istruzione anche dei loro figli nella misura in cui non consumerebbero il pasto con i figli dei morosi”.

Il Tar nel merito, poi, precisa che “l’ente locale non ha alcun obbligo di istituire ed organizzare” il servizio mensa, ma se decide di farlo può stabilire “la misura percentuale finanziabile con risorse comunali e quella da coprire mediante contribuzione degli utenti”.

Un pezzo di ferro nella pizza

E se questa vicenda si chiude con una sentenza favorevole ai Comuni, su altre, relative al buon funzionamento delle mense medesime, si apre un’altra ferita, come quella accaduta a Genova, alla mensa della scuola elementare Barrili, nel quartiere Foce.

Qui infatti sarebbe stato rinvenuto un pezzo di ferro dentro pizza servita in mensa.

La denuncia arriva dalla Rete commissioni mensa che ha pubblicato la vicenda su Facebook.

Il ritrovamento risale alla scorsa settimana ma la notizia è stata resa pubblica dopo la conferma dal servizio ristorazione scolastica del Comune.

Indagine dell’Asl

Sul caso la Asl ha avviato una indagine. “Non ci voleva proprio – scrivono su Fb genitori e insegnanti della commissione – dopo tutto il battage anti genitori-allarmisti e sulle garanzie alimentari della mensa, l’ennesimo grave ritrovamento in refettorio”.

“Il Comune – prosegue il post – ha incaricato la ditta di recarsi a fare un sopralluogo presso il produttore di basi precotte per verificare i macchinari”.

Nel 2015 un pezzo di lama venne trovato in un’insalata alla scuola Tommaseo.

Dalle indagini era emerso che nel cibo era finito un pezzo di macchinario rotto.