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La robotica educativa parte dalle materie STEM

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La robotica educativa è un approccio nuovo all’insegnamento, un metodo che utilizza i robot.  Un metodo didattico che parte dalle materie STEM, un acronimo che in inglese sta per Science, Technology, Engineering and Mathematics.

Possiamo affermare che la robotica educativa va  oltre la stessa robotica,  perché facilita il compito degli insegnanti , perché sostituisce a lezioni spesso completamente teoriche una pratica laboratoriale coinvolgente. La robotica educativa è percepita come attività divertente se non addirittura come un gioco.

E facilita la socializzazione tra studenti, migliorando anche il rapporto e lo scambio tra i ragazzi e i docenti. A tal riguardo è interessante la definizione di Seymour Papert che consente di definire alcuni elementi caratterizzanti l’apprendimento e l’insegnamento con la robotica educativa, ovvero:

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  • apprendere per scoperta;
  • riconoscere il ruolo positivo dell’errore.

L’apprendimento per scoperta cambia la modalità tradizionale di insegnamento: l’alunno cui si propone un percorso di robotica, infatti, è continuamente chiamato a risolvere problemi.

Deve scoprire cosa succede, può verificare concetti e in questo caso il docente avrà una funzione di coordinamento e guida.  Anche dalla correzione dell’errore nascono idee e si impara meglio a risolvere i problemi.

L’attività è laboratoriale e le discipline coinvolte sono molteplici: la tecnologia, l’informatica, la matematica ma anche la prima e la seconda lingua.

La diffusione nelle scuole della robotica educativa, ha mosso sempre più interesse intorno a questa materia, grazie alla semplicità dei kit utilizzati allo scopo come:

  • Bee Bot;
  • Blue Bot;
  • Lego we do;
  • Mindstorm;
  • Dash and dot.