L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche, l’uso sempre più frequente delle chat di classe, la pubblicazione di dati personali online e la gestione degli smartphone tra i banchi: sono solo alcune delle sfide che la scuola italiana si trova a fronteggiare sul terreno della protezione dei dati. A queste si aggiungono le delicate procedure delle iscrizioni, delle graduatorie dei docenti e del personale scolastico, ambiti nei quali la trasparenza deve convivere con la tutela della privacy.
Per rispondere a queste esigenze, è online la nuova versione di “La scuola a prova di privacy”, il vademecum del Garante per la protezione dei dati personali che aggiorna e amplia le indicazioni rivolte a scuole, famiglie, studenti e insegnanti. Il documento affronta in modo pratico e accessibile tutte le principali tematiche legate al trattamento dei dati nelle istituzioni scolastiche, alla luce anche dei più recenti strumenti basati sull’IA.
L’obiettivo è fornire un supporto chiaro e immediato per garantire il massimo livello di protezione alle persone che crescono, studiano e lavorano nel mondo scolastico, in un contesto in cui le tecnologie evolvono rapidamente e pongono nuove domande in termini di sicurezza e riservatezza.
Il Garante richiama con particolare forza l’attenzione di genitori, studenti e partecipanti alle chat di classe, raccomandando il pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Nel mirino ci sono soprattutto le abitudini, purtroppo diffuse, di condividere notizie, foto o video senza il consenso dei minori o delle persone ritratte.
Secondo l’Autorità, le scuole dovrebbero inoltre limitare l’uso delle chat per le comunicazioni ufficiali, privilegiando strumenti più idonei come il registro elettronico, proprio per ridurre il rischio di dispersione incontrollata di dati sensibili.
Con il parere del Garante, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato le prime Linee guida per un uso sicuro dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole. Le indicazioni mirano a tutelare studenti e personale scolastico da pratiche invasive, vietando ad esempio sistemi di riconoscimento delle emozioni, ritenuti particolarmente rischiosi sul piano etico e della privacy.
Le linee guida raccomandano inoltre di utilizzare dati personali solo quando strettamente indispensabile, preferendo – quando possibile – l’impiego di dati sintetici o anonimizzati, in modo da coniugare innovazione tecnologica e tutela dei diritti.
Il nuovo vademecum rappresenta un passo significativo verso una scuola capace di innovare senza sacrificare la protezione dei dati. In un momento storico in cui l’IA e gli strumenti digitali entrano sempre più nelle aule, garantire un uso consapevole e sicuro della tecnologia diventa una responsabilità condivisa: istituzioni, famiglie e studenti sono chiamati a un impegno comune per costruire un ambiente educativo davvero rispettoso della persona.