Home Archivio storico 1998-2013 Riforme “La scuola al crocevia delle riforme”: grande successo a Catania

“La scuola al crocevia delle riforme”: grande successo a Catania

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La manifestazione, inserita nell’ambito dei festeggiamenti per il 60° anniversario della rivista, ha riscosso grande successo di pubblico e di interventi. Assenti solo le istituzioni e i rappresentanti del Ministero dell’istruzione che hanno dato forfait per sopraggiunti impegni.

Dopo i saluti del direttore dell’Usr Sicilia, Guido Di Stefano e del direttore dell’ufficio scolastico provinciale di Catania, Raffaele Zanoli, Daniela Girgenti, direttore de La Tecnica della Scuola ha introdotto i temi da dibattere nel corso della tavola rotonda cui hanno preso parte la senatrice Mariangela Bastico, i pedagogisti Luciano Corradini e Giuseppe Bertagna e padre Mario Reguzzoni, esperto di sistemi scolastici europei.
Prima degli interventi, è stata data voce ad un rappresentate del Movimento studentesco degli universitari, Matteo Ianitti, che insieme ad un gruppo di studenti catanesi aveva esposto lo striscione “Ddl Aprea, riforma Gelmini: tutti precari”. Le contestazioni degli universitari sono rimaste però senza risposta poiché né l’on. Aprea, presidente della Commissione Cultura Camera né l’on. Pizza, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione erano presenti perché all’ultimo momento hanno declinato l’invito.
A tal proposito Daniela Girgenti ha espresso il suo profondo rammarico stigmatizzando la scarsa attenzione dei rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali per il mancato confronto con il numeroso pubblico presente, oltre 1.000 persone, al convegno.
Prima degli interventi dei relatori, Calogero Virzì, redattore della casa editrice, ha illustrato i dati scaturiti da un’inchiesta effettuata su un campione nazionale di 80 scuole.
Coinvolti da Tino Maglia, che ha moderato il dibattito, in un serrato confronto sui temi più scottanti e attuali di politica scolastica, Mariangela Bastico, Luciano Corradini, Giuseppe Bertagna e Mario Reguzzoni hanno anche risposto alle numerose domande rivolte da associazioni, comitati, singoli docenti e dirigenti scolastici.
Durante la sessione pomeridiana, protagonisti sono stati i leader delle maggiori organizzazioni sindacali della scuola. Sollecitati da Reginaldo Palermo, i rappresentanti sindacali hanno passato in rassegna le problematiche legate al personale, come quella dei tagli agli organici e della carenza di risorse.
In particolare, inoltre, hanno approfondito il tema della carriera dei docenti. La posizione dei sindacati presenti al convegno catanese – Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda – ha rappresentato una risposta unitaria alla volontà espressa di recente dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla volontà del Governo di approvare il DdL Aprea, in particolare la carriera dei docenti e la chiamata diretta dei presidi, anche senza l’accordo dei sindacati.
“Questo iter non si può accettare – ha detto Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil – perché la materia che riguarda la carriera dei docenti è per legge mutabile solo dopo un confronto con i sindacati. Imporla dall’alto, in maniera unilaterale, del resto come tutti gli atti normativi introdotti da questo Governo, rischierebbe di attuare un controllo gerarchico dei docenti. Stiamo attenti perché su questi punti è in gioco il ruolo del sindacato: quello che questo esecutivo ha dimostrato di voler annullare”.
Il leader dei lavoratori della conoscenza ha respinto con fermezza anche la parte del DdL relativa alla chiamata diretta dei dirigenti scolastici: “il modello di assunzione dei docenti – ha continuato Pantaleo – aprirebbe la strada all’arbitrio e non è detto che premierebbe il merito. In ogni caso prima di realizzare questa riforma bisognerà smaltire tutte le graduatorie ad esaurimento”.
L’idea del reclutamento affidato ai dirigenti viene rifiutata con fermezza anche da Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola: “sarebbe il caso di ricordare al ministro Gelmini che per essere assorbiti dal pubblico impiego l’unica modalità è quella di superare un concorso pubblico: non lo diciamo noi, ma la Costituzione italiana”.
Sull’ipotesi di creare un albo territoriale attraverso il quale i dirigenti scolastici avrebbero la possibilità di attingere il personale da assumere, Scrima risponde in maniera provocatoria: “allora si prevedano pure delle tariffe”.
“La verità – ha concluso il sindacalista della Cisl – è che anche questa materia, seria e delicata, va affrontata con il confronto e non certo con scontro”.
Il segretario della Cisl Scuola reputa curioso il fatto che il Governo per rinnovare le norme sullo stato giuridico dei docenti stia contemporaneamente lavorando su due fronti: “quello della commissione Israel e il disegno di legge Aprea. Due progetti – ha spiegato Scrima – che non possono certo essere approvati a braccetto. Il primo ha una buona base, ma in ogni caso dei due ne va scelto uno. E comunque rimane prioritario il confronto con il sindacato”.
Anche Massimo Di Menna ritiene indispensabile introdurre un nuovo stato giuridico dei docenti solo dopo una fase di concertazione: “se il Governo vuole davvero adottare un sistema per valorizzare la professionalità dei docenti anche attraverso il ddl Aprea – ha detto il segratario della Uil Scuola – prima bisogna chiudere il contratto: le risorse ci sono, il Governo le ha già messe da parte. Bisogna però mettersi al tavolo già a partire da giugno e firmare il testo del contratto entro la scadenza di dicembre”.
Secondo Di Menna è fondamentale anche “dare maggiore valore al lavoro al lavoro in aula e a quello di chi si offre a rimanere oltre il tempo scuola”. Disaccordo anche sul fronte delle assunzioni tramite chiamata diretta: “chi ci governi pensi piuttosto a velocizzare la copertura dei posti disponibili nelle discipline come matematica dove – ha concluso il leader Uil Scuola – in alcune regioni vi sono tanti posti mancanti”.
Sulla stessa linea Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli Insegnanti: “non è fattibile un sistema di chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici: la Costituzione stabilisce l’accesso al pubblico impiego attraverso i concorsi, mentre il metodo di assunzione proposto dal Governo viola questa norma”.
Anche per Marco Paolo Nigi, segretario generale dello Snals-Confsal “prima di parlare di chiamata diretta bisogna svuotare le graduatorie permanenti: la contrattazione è il luogo migliore per risolvere questo nodo”.
Più propenso ad una valutazione di docenti è stato Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi: “abbiamo sempre criticato un modello di valutazione ricondotto a volontarietà e occasionalità. Mentre un corretto meccanismo di meritocrazia deve essere certo e permanente. E aperto a tutti i lavoratori della scuola, dirigenti compresi”.
“Anche alla luce di una recente ricerca realizzata da Nomisma, dalla quale è emerso che la grande maggioranza dei docenti vorrebbe un sindacato con una mission diversa – ha concluso il presidente dell’Anp – è evidente l’esigenza di introdurre nella scuola una cultura della valutazione”.